NOTIZIE SCUOLA

Assegnazione provvisoria: non si può richiedere se ottenuto trasferimento interprovinciale nella provincia di ricongiungimento, nessun punteggio per figlio minore nato dopo la scadenza della domanda

Orizzontescuola - 28 min 13 sec fa

Assegnazione provvisoria : non poteva essere chiesta dal docente che ha ottenuto il movimento interprovinciale nella provincia di ricongiungimento

Giorgia – Sono una docente di ruolo nel sostegno, grazie alla mobilità professionale ho ottenuto quest’anno il passaggio di ruolo dalle superiori alle medie, e, grazie ad esso, sono riuscita ad avvicinarmi dalla Lombardia ad un ambito territoriale della mia provincia di residenza in Sicilia. Vorrei sapere se tale mobilità professionale corrisponde a trasferimento ed in quanto tale mi impedisce di ottenere assegnazione provvisoria, visto che l’ambito territoriale e la scuola di titolarità per il prossimo triennio è distante più di un’ora dalla mia residenza ed ho le condizioni per il riavvicinamento.

Assegnazione provvisoria e punteggio per figlio minore: non si può integrare la domanda se il figlio nasce oltre i termini di presentazione della domanda

L.R. – Sono un insegnante di scuola primaria ed entro il 20 luglio 2017 ho chiesto assegnazione provvisoria inserendo il ricongiungimento al coniuge. Dopo una settimana sono diventato papà. Posso integrare la precedente domanda inserendo il punteggio relativo al figlio in carico? Grazie. Cordiali saluti.

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Il Comune di Milano proroga al 15 settembre la scadenza domande per 72 istruttori dei servizi educativi per l’infanzia

Orizzontescuola - 18 agosto, 2017 - 19:42

Il bando e lo schema di domanda, con l’indicazione dei requisiti necessari per l’ammissione alla selezione e delle modalita’di partecipazione alla stessa, sono disponibili presso la Direzione organizzazione e risorse umane – Via Bergognone n. 30 e consultabili sul sito internet www.comune.milano.it

Il bando e’ pubblicato all’Albo pretorio on-line del Comune di Milano dal 24 luglio 2017, il termine per la presentazione delle
domande scade il giorno 15 settembre 2017.

Si informa che conservano validita’ le domande di partecipazione alla selezione gia’ presentate a seguito della pubblicazione
dell’estratto del bando di selezione avvenuta in data 21 luglio 2017.

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Immissioni in ruolo: resoconti nomine. Elenco in aggiornamento Nomine Arezzo

Orizzontescuola - 18 agosto, 2017 - 19:28

Pubblichiamo alcuni resoconti sindacali per informare coloro che sono ancora in attesa di nomina fino a che punto è stata scorsa la graduatoria.

Ricordiamo che per la scuola secondaria, in presenza di posti, è possibile scorrere anche oltre il 10% di idonei, come stabilito dal decreto legislativo n. 59 del 13 aprile 2017.

Purtroppo non tutte le commissioni del concorso a cattedra 2016 hanno concluso i lavori, precludendo ai docenti per il secondo anno consecutivo la possibilità di nomina in ruolo. Si tratta di 30 procedure, quasi tutte afferenti alla scuola dell’infanzia e primaria, per 1648 posti (comunicato Anief). A questa va aggiunta la situazione in cui si trovano alcuni candidati delle prove suppletive che, pur avendo superato tutte le prove del concorso, non sono stati ancora inseriti in graduatoria, perdendo la possibilità di nomina per l’a.s. 2017/18, anche in presenza di posti rimasti vuoti per mancanza di candidati.

Resoconti immissioni in ruolo 2017/18

Abruzzo

Chieti

Basilicata

Matera I e II grado   

Calabria

Cosenza  II grado    

Crotone

Emilia Romagna

Infanzia e primaria da concorso – resoconto al 7 agosto

Bologna Infanzia e primaria da GaE 

Ferrara

Forlì infanzia e primaria   

Rapporto nomine

Piacenza II grado

Piacenza infanzia e primaria  

Piacenza I grado    

Piacenza da GaE   

Piacenza A060   

Ravenna   GaE    –  Concorso Ordinario   

Resoconto infanzia, primaria, I grado  

Ravenna II grado

Reggio Emilia scuola infanzia e primaria da GaE     

Aggiornato all’8/8

Lazio

CC CC ADO4(A012\22), A011, A013, A021 (assegnate di competenza all’ATP LT)
A011 ultimo nominato Di Domenico L.  pos n° 86,  p 82,95VT-amb 27,
A013 ultimo nom Strappafelci V.  pos.  n° 20, p 82,63 – VT amb 27,
A021 ultimo nom Giovanni Sacha M. pos n° 5, p 84,30 – FR amb 20,
AD04 ultimo nom Galia M.  pos n° 550 , p.79,30 (A022) RM amb. 16.
– 5 R e 16 nomine d’ufficio di cui 6 LT e 9 VT –24 h di tempo per l’accettazione, eventuali rinunce daranno seguito a nuova convocazione per surroga ripartendo dal n° 551. [a cura di Gilda Latina]

Latina resoconto al 4 agosto  

Rieti   report del 1 agosto da GM   

report del 2 agosto   

Report del 4 agosto    

riepilogo  

Riepilogo II grado   

Riepilogo   

Viterbo

Report nomine A020.xls    Report nomine A026.xls    report nomine A027.xls

report del 1 agosto    

report del 2 agosto  

Report nomine A020 completo.xls  

Report nomine A026 completo.xls  

Report nomine A028 completo.xls  

Report nomine A047.xls

AT VT – Elenco docenti immessi in ruolo Infanzia a.s. 2017.2018.xls  

AT VT – Elenco docenti immessi in ruolo Primaria a.s. 2017.2018.xl   

AT VT – Elenco docenti immessi in ruolo I Grado a.s. 2017.2018.xls  

AT VT – Elenco docenti immessi in ruolo II GRADO a.s. 2017.2018.xls 

Report al 4 agosto

Infanzia – Primaria   – I grado  – II grado   

LOMBARDIA

Bergamo
infanzia e primaria

Bergamo

I e II grado   

Cremona  

I e II grado da GaE    

Como da Gae 

Lodi  

Mantova

Milano    da concorso ordinario

Milano nominati d’ufficio e con delega primaria posto comune e sostegno da GaE   

Milano nomine d’ufficio I e II grado  

Pavia   

MARCHE

Pesaro Urbino infanzia e primaria  

MOLISE

Resoconto finale  

PUGLIA

Bari    

SICILIA

A023 report Anief Ragusa: 20 nomine di cui una conferita d’ufficio ed un accantonamento
8 rinunzie
La graduatoria è scorsa fino alla posizione n. 28, il ventinovesimo candidato sarà il primo della prossima tornata o potrebbe essere destinatario di una proposta in caso di eventuale surroga.


TOSCANA

Arezzo   

aggiornato

Aggiornato

Lucca 

Massa Carrara

Infanzia | | Primaria | | 1° e 2° grado

Siena da GaE    

VENETO

Rovigo  

Rovigo infanzia e primaria    

Report del 2 agosto   

Report del 3 agosto   

Report del 4 agosto I e II grado    

USR Veneto da concorso report del 2 agosto      

Integrazione   

Rovigo da GaE   

Rovigo resoconto 9 agosto   

Verona

Rovigo aggiornamento al 18/8

Immissioni in ruolo 2017/18: istruzioni, modello delega, calendari convocazioni, consulenza

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Il cordoglio per la strage di Barcellona del Coordinamento Nazionale Diritti Umani

Orizzontescuola - 18 agosto, 2017 - 18:51

La strage di Barcellona mette in evidenza l’ondata di odio che sta attanagliando l’Europa.

I professionisti del terrore stanno moltiplicando le loro azioni di morte, per seminare paura, disorientamento e xenofobia. Ci si aspetta infatti che il vecchio continente ci si arrocchi su se stesso, alimentando estremismi e discriminazioni. Proprio perché la spirale della violenza possa serpeggiare all’infinito. La strada non è questa. Andrebbero sanate le controversie internazionali, ricorrendo alla forza della ragione e del dialogo; le componenti etniche di ogni paese dovrebbero essere autenticamente unite nel condannare un atto spregevole, che nessuna giustificazione potrà mai ammettere.

I fanatismi religiosi vanno isolati e contrastati attraverso un processo educativo / formativo sistemico. Le sterminate periferie urbane degradate, dove l’abbandono scolastico è elevatissimo, costituiscono la coltura batterica più idonea per arruolare nuovi proseliti. Molti potrebbero obiettare che qualche attentatore sembrava perfettamente integrato nella sua società d’adozione; non sappiamo però quale ambiente reale lo abbia accolto, quali incontri lo abbiano accompagnato nella sua vita. E’ ragionevole credere che in un tessuto sociale armonico, gli individui possano cooperare in maniera pacifica.

L’ISIS è una piaga internazionale lacerante che va debellata quotidianamente attraverso la diffusione dell’istruzione e la conoscenza dei principi universali dell’uomo. Noi crediamo nella cultura dei valori e nel valore della cultura.

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Vaccini, nuova circolare Lombardia sull’obbligo

Orizzontescuola - 18 agosto, 2017 - 17:58

Le indicazioni ministeriali – dice l’assessore al Welfare Giulio Gallera – confermano gli indirizzi che Regione Lombardia aveva già inviato ad Ats e Asst, a seguito della conversione in legge del decreto.

La circolare di oggi sollecita la collaborazione di Ats e Asst con le direzioni scolastiche e le Amministrazioni comunali per le informazioni su come presentare la documentazione.

Per chi e’ in regola con le somministrazioni, per quest’anno scolastico potrà presentare un’autocertificazione entro il 10 settembre per nido e scuola dell’infanzia ed entro il 31 ottobre per la scuola dell’obbligo. “Per chi, invece, non e’ in regola (non vaccinato o vaccinato parzialmente) è necessaria la formale richiesta di vaccinazione”.

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DSA, aumento diagnosi dal 2011 per maggiore sensibilità scuole e docenti. Lettera

Orizzontescuola - 18 agosto, 2017 - 17:20

1. Le diagnosi sono aumentate del 50% dal 2011, semplicemente perché le scuole e i docenti sono maggiormente sensibilizzati a riconoscere le specifiche difficoltà che i DSA incontrano, coinvolgendo le famiglie che provvedono alla certificazione. Inoltre, prima della legge 170/2010 e del DM 5669 del 2011 c’erano solo 0.7% di ragazzi segnalati. Pertanto, l’aumento è semplicemente dipeso dal fatto che prima non si segnalavano e certificavano i ragazzi., se non in casi molto gravi.

2. Dati del MIUR: nel 2015 c’erano 2.1 % di certificazioni (circa 190.000 alunni sui circa 9 milioni).
L’istituto Nazionale della Sanità così come OMG stimano la presenza di DSA al 3-4% della popolazione.
Pertanto, le segnalazioni e le certificazioni sono assai al di sotto delle stime. Vuol dire che ci sono 0.9-1.4% di alunni (pari circa a 80-90.000 ragazzi e ragazze) che pur avendo difficoltà non sono tutelati.

3. Il M5S che ha sollevato la questione “aumento” delle certificazioni, propone la figura dello psicologo scolastico. Ma c’è da chiedersi per quale motivo contrastare la certificazione per i DSA? Non è una forma di discriminazione? Ci si dovrebbe anzi preoccupare di fornire alle scuole gli strumenti per garantire il diritto allo studio anche di quegli 80.000 ragazzi che altrimenti sarebbero lasciati soli, giudicati come incapaci, svogliati, pigri.

4. E’ vero come dice il prof.re Canevaro che la diagnosi è solo un “dato di partenza”, ma lui sa benissimo che è l’unico strumento attualmente per GARANTIRE parità ed equità ai DSA. Senza la diagnosi, molti docenti ancora non attivano (e a volte anche in presenza della stessa) i necessari strumenti compensativi che consentirebbero ai DSA di affrontare lo studio in modo equo, rispetto ai loro compagni che non faticano a leggere, scrivere o a calcolare.

Cordiali Saluti
Marco Marzano
Insegnante della scuola primaria e DSA

Boom diagnosi Disturbo dell’Apprendimento. Canevaro “Andiamo oltre il certificato, creiamo il futuro per i bambini”

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Bonus 500 euro, dal 1° settembre sospensione servizio: buoni non spesi annullati d’ufficio, si cumuleranno con importo 2017/18

Orizzontescuola - 18 agosto, 2017 - 16:55

L’articolo 6/6 del DPCM prevede che le somme non spese nell’anno scolastico di riferimento, siano disponibili per l’anno successivo.

Pertanto, i docenti, che nel corrente anno scolastico non abbiano speso l’intera somma o parte di essa, l’avranno a disposizione per l’anno scolastico 2017/18.

Dal 1° settembre, l’applicazione “Carta del docente” verrà temporaneamente sospesa per la gestione del cambio dell’anno scolastico, come leggiamo in un messaggio pubblicato sulla piattaforma dedicata.

I docenti, che non ritroveranno le somme non spese, non devono preoccuparsi in quanto, nel momento in cui il servizio verrà riattivato, ritroveranno nel “borsellino elettronico” la somma di 500 euro per il 2017/18 e quella residua dell’anno scolastico 2016/17.

I buoni generati ma non spesi alla data del 1° settembre 2017 saranno annullati d’ufficio e il relativo importo attribuito a quello per l’anno 2017/18, sempre come residuo dell’a.s. 2016/17.

Ecco il messaggio:

A partire dal 1 settembre p.v. l’applicazione cartadeldocente sarà momentaneamente sospesa per la gestione del cambio dell’anno scolastico.

Si segnala che i portafogli dei docenti già registrati verranno momentaneamente disattivati e gli importi dei buoni prenotati e non spesi verranno annullati d’ufficio ed attribuiti al residuo dell’anno scolastico 2016/2017. Inoltre saranno bloccate le funzionalità di validazione dei buoni sia da applicazione che da web service.

I docenti neoimmessi in ruolo avranno il bonus 500 euro per l’aggiornamento. Quando, come e cosa si può acquistare

Bonus docenti. Spese effettuate nell’anno scolastico 2015/ 2016 possono essere rendicontate entro 31 agosto 2017

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Vaccini, Anief: scuole gravate da ulteriori oneri, necessario rinvio. Valutiamo azioni per impugnare decreto

Orizzontescuola - 18 agosto, 2017 - 16:34

A sostenerlo è l’associazione sindacale Anief che chiede l’immediata sospensione delle circolari per inapplicabilità. Nel contempo, l’organizzazione a tutela dei lavoratori della scuola e pubblici sta valutando se ci sono i presupposti per avviare delle azioni legali finalizzate a impugnare il decreto vaccini obbligatori, soprattutto sul versante dei principi costituzionali lesi.

“Serviva un dibattito e un adeguato confronto con le parti sociali – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – attraverso il quale sarebbero emerse tutte le criticità e perplessità che invece si stanno materializzando ora. A parte il problema, non certo marginale, dell’enorme mole di adempimenti da attuare, caricati sulle spalle di segreterie scolastiche già ridotte all’osso dalla cancellazione di 50mila posti negli ultimi anni e nemmeno supportate con adeguate immissioni in ruolo, con appena un nuovo amministrativo assunto ogni otto istituti, va ricordato che lo Stato non può spingersi oltre le proprie competenze: quella di praticare o meno la vaccinazione a un bambino, più delle basilari, rimane una scelta discrezionale della famiglia. Lo Stato può indicare la strada migliore, fornire consigli adeguati, ma l’ultima parola dovrebbe rimanere a chi detiene la patria potestà del minore”.

“La nostra associazione sindacale – continua Pacifico – chiede pertanto alle istituzioni di prendere atto dei forti dubbi attuativi della norma e rinviare di almeno un anno l’applicazione del decreto approvato in estate con la fiducia delle Camere. È il minimo che si possa fare, se si vuole evitare il caos. Perché manca l’adeguato raccordo con la scuola. Qualora ciò non avvenga, il nostro studio legale sta già approfondendo i contenuti delle circolari applicative del decreto, per verificare se vi sono i presupposti giuridici per bloccarne gli effetti pratici e anche per ricorrere contro lo stesso decreto”.

“La scuola non può continuare a fungere da ‘imbuto’ dove infilare i problemi sociali: viene da chiedersi se le aule scolastiche siano l’unico luogo pubblico dove c’è concentrazione di cittadini. Perché, ad esempio, non si è previsto lo stesso obbligo per tutti coloro che fanno una visita o si ricoverano in ospedale? In altri luoghi di affollamento, se i vaccini sono così rilevanti per la salute pubblica, per quali motivi non è stato adottato lo stesso criterio di indispensabilità delle certificazioni per l’accesso? Sono domande – conclude il rappresentante Anief-Cisal – che avremmo volentieri girato ai promotori e legislatori del decreto vaccini, se solo ci avessero convocato”.

18 agosto 2017

Ufficio Stampa Anief

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Mensa, disegno legge segna la fine del panino da casa? Non ancora. Ecco perché

Orizzontescuola - 18 agosto, 2017 - 16:25

Se lo scorso anno, dopo la sentenza della Corte d’Appello di Torino del 21 giugno 2016, faceva parlare di sé con le prime ordinanze del 13 agosto 2016 e quelle successive di settembre, sempre del Tribunale di Torino, di cui due del Collegio in sede di reclamo, che confermavano (tutte le 17) il diritto dei ricorrenti di scegliere “tra la refezione scolastica e il pasto preparato a casa da consumare presso la scuola nell’orario destinato alla refezione”, da quando, nel resoconto della seduta del 18 luglio 2017, è stato pubblicato un emendamento all’art. 5 del ddl 2037 che renderebbe obbligatoria la refezione scolastica, quasi quotidianamente si legge notizia dell’imminente estremo saluto del “panino”.

Il periodo che porrebbe fine alla querelle sul pasto domestico, nell’attesa della pronuncia della Cassazione e dopo che il Tribunale di Napoli in sede di reclamo, senza entrare nel merito della questione, ha declinato la propria giurisdizione in favore del giudice amministrativo, è stato aggiunto al comma 1 dell’art. 5 del ddl 2037 e recita: “I servizi di ristorazione scolastica sono parte integrante delle attività formative ed educative erogate dalle istituzioni scolastiche”.

Se appare singolare, sotto il profilo logico e giuridico, che un servizio avente ad oggetto “l’attività di approvvigionamento, preparazione, conservazione, distribuzione e somministrazione di pasti, definita da un contratto stipulato tra il fornitore del servizio e un soggetto privato o una pubblica amministrazione in qualità di committenti” (art. 2 comma 1 lett. a)) assurga a “parte integrante” di attività formative ed educative, giacché sarebbero da esplicitare i profili pedagogici di un appalto di servizi a pagamento, si impongono ulteriori riflessioni.

Non vi è dubbio che il tempo mensa, di cui sarebbe più corretto parlare, costituisca uno dei tre segmenti orari che, insieme al monte ore obbligatorio e quello facoltativo opzionale “rappresentano il tempo complessivo di erogazione del servizio scolastico”. Tanto è chiaramente affermato dalla CM 29/04, esplicativa del Dlgs 59/04. È dunque “tempo scuola” funzionale allo svolgimento delle “attività educative e didattiche”, che si svolgono nell’ambito dell’orario annuale obbligatorio e di quello facoltativo opzionale.

Gli articoli 7 e 10 del Dlgs 59/04, nel disciplinare appunto le “Attività educative e didattiche” nella scuola primaria e secondaria di primo grado, fanno riferimento al primo comma all’orario (obbligatorio) annuale delle lezioni ed al secondo a quello facoltativo e opzionale, la cui frequenza, precisa la norma, è GRATUITA così come l’orario obbligatorio, nel rispetto dei principi costituzionali (art. 34 Cost.).

È nell’ambito di questi due segmenti orari che si esplicano le “attività educative e didattiche”, tanto che il comma successivo continua: “L’orario di cui ai commi 1 e 2 non comprende il tempo eventualmente dedicato alla mensa”.

Il tempo mensa dunque è tempo scuola “eventualmente” occorrente “per garantire lo svolgimento delle attività educative e didattiche” (punti 2.3 e 3.1 della CM 29/04) e per l’effetto “I servizi di mensa … sono erogati con l’assistenza educativa del personale docente”.

È il docente che fornisce “assistenza educativa” nell’ambito di un servizio locale, a domanda individuale ed a pagamento, laddove l’ente locale lo istituisca e l’utente decida di aderirvi, così come previsto dal D.M. 31 dicembre 1983 e confermato da ultimo dal recente Dlgs 63/2017 che ha disciplinato, all’art. 6, i servizi di mensa tra quelli “attivabili a richiesta degli interessati”.

Peraltro il Dlgs 59/04 pone grande attenzione alle scelte delle famiglie, le quali “contribuiscono, in maniera attiva e partecipata, alla definizione dei percorsi formativi dei propri figli, nel rispetto delle loro vocazioni, capacità, attitudini ed inclinazioni” (punti 2.2 e 3.1 CM 29/04). Ma nessun riferimento alle decisioni genitoriali appare nel ddl 2037.
Anzi, per la verità non si nasconde in genere una visione piuttosto critica sulle scelte alimentari operate appunto dalle famiglie.

Ad ogni buon conto, da quanto predetto non può che desumersi che un servizio mensa obbligatorio, anche superate le prefate questioni, dovrebbe essere gratuito, al pari degli altri segmenti del tempo scuola.

Tanto però non risulta previsto dal ddl 2037. Anzi è stato presentato un emendamento con cui si “impegna il Governo: a porre in essere, nell’ambito delle proprie competenze, appositi atti al fine di prevedere che il costo del pasto a carico dell’utente del servizio di ristorazione non sia superiore ai 5 euro”.

Giacché il costo è posto a carico “dell’utente del servizio” non può dubitarsi che esso debba essere corrisposto dalle famiglie.

Peraltro con un siffatto limite, sebbene contenitivo, si profila il rischio inverso di un innalzamento delle tariffe, laddove tale importo sia più basso.

Il ddl 2037, come si legge nella relazione illustrativa, risponde all’esigenza, premessa la diffusione della ristorazione collettiva, di ridurre gli ingenti sprechi dovuti “principalmente ad acquisti e ordinazioni errate, a interruzione delle catene di conservazione e in particolare ad una errata impostazione dei menù previsti nei capitolati d’appalto, sia in termini quantitativi … sia in termini di gradimento, soprattutto per quanto riguarda la ristorazione scolastica”, in un settore penalizzato “dalla riduzione costante di risorse pubbliche, ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione, nonché crescente ricorso a gare al massimo ribasso e dall’altro dall’aumentata esigenza di rispondere a funzioni di carattere nutrizionale sempre più stringenti, mediante l’utilizzo di prodotti di alta qualità adeguati agli standard di una sana alimentazione” e quindi “dalla necessità di realizzare una buona politica di ristorazione”.
In tale ottica risultano coerenti e positivi gli emendamenti in cui è prevista l’istituzione di commissioni mensa, anche con la partecipazione di genitori, ma non l’obbligatorietà di un servizio a pagamento, assimilato ad attività educativa, nella scuola dell’obbligo gratuita.

Non si può evitare di chiedersi perché, in un disegno di legge destinato a disciplinare una attività economica di rilievo pubblico anche extrascolastico, in quanto relativo altresì alla ristorazione ospedaliera ed assistenziale, si intervenga nei suddetti termini sul diritto di scelta delle famiglie ed in merito a questioni di carattere organizzativo e didattico delle scuole autonome.

C’è ancora tempo per rivedere tali posizioni, considerando che il seguito dell’esame del ddl 2037 in 9a Commissione Senato sede referente risulta rinviato al 13 settembre, dopo la pubblicazione nel resoconto della seduta del 25 luglio dei subemendamenti agli emendamenti proposti.

Tra questi, oltre il richiamo al “momento sociale e di continuità didattica basato sulla condivisione”, proprio del tempo mensa piuttosto che del servizio, nonché alla finalità di educazione alimentare per rafforzarne l’inserimento tra le “attività didattiche e formative”, la proposta di inserimento di un nuovo comma all’art. 5 (1 bis) che riconosca al Ministero la facoltà di impartire “indicazione ai dirigenti scolastici affinché gli stessi operino per garantire in ogni caso la finalità di educazione alimentare nonché i livelli di qualità promossi con la presente legge, anche, ove necessario, negando l’autorizzazione a diverse modalità di consumazione del pasto in ambito scolastico, ogni volta che le condizioni oggettive rendano necessario affermare la prevalenza di diritti della collettività, quali il diritto alla salute, all’educazione alimentare, all’uguaglianza, rispetto a diritti individualmente rivendicati”.

Tuttavia proprio la previsione di un diniego al pasto domestico in presenza di determinate condizioni, di fatto sconfessa l’obbligatorietà del servizio sulla base del comma precedente, giacché se fosse davvero sufficiente il primo apparirebbe superfluo quello successivo.

Insomma, se la finalità è chiara: negare il diritto di scelta al pasto domestico, è ancora presto per dichiarare il prematuro decesso del povero “panino”, giacché sotto il profilo normativo diversi restano gli aspetti da chiarire ed il percorso di approvazione della norma non può dirsi certo concluso, dovendo continuare ancora in commissione e quindi in aula.

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Obbligo Vaccinale, USR Emilia Romagna: allo studio procedure di semplificazione

Orizzontescuola - 18 agosto, 2017 - 16:15

Come ampiamente noto, la Legge 31 Luglio 2017 n.119 ha definito l’obbligo di 10 vaccinazioni per i minori da 0 a 16 anni.

La verifica dell’adempimento o meno dell’obbligo vaccinale è stata posta in capo a:
– scuole statali,
– scuole paritarie,
– scuole non paritarie iscritte al registro dell’Ufficio Scolastico Regionale,
– servizi per la prima infanzia,
– Formazione Professionale.

Con nota prot. 1622 del 16 agosto 2017 (allegata alla presente) il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha emanato indicazioni operative relative all’applicazione della Legge citata.

Per l’a.s. 2017-2018, viene richiamato l’obbligo di legge, per i genitori o per chi esercita la potestà genitoriale, di presentare alle scuole o ai servizi sopra elencati cui sono iscritti i figli minori, una dichiarazione sostitutiva di atto notorio relativa allo stato vaccinale dei minori stessi.

In allegato 1 alla nota prot.1622/2017 vi è un fac-simile per rendere la dichiarazione.

Tale dichiarazione è da presentarsi:
– entro il 10 settembre 2017 per le scuole dell’infanzia e i servizi per la prima infanzia
– entro il 31 ottobre 2017 per tutti gli altri gradi di istruzione

Successivamente, entro il 10 marzo 2018, le famiglie o gli esercenti la potestà genitoriale dovranno presentare alle scuole la documentazione comprovante lo stato vaccinale degli allievi.

L’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna ha già svolto incontri con la struttura tecnica della Regione Emilia-Romagna, Servizio Prevenzione Collettiva e Sanità Pubblica, per concordare modalità atte a
semplificare il procedimento descritto negli a.s. 2017/18 e 2018/19.

Come noto, infatti, il legislatore ha prescritto che a decorrere dall’anno scolastico 2019/2020, le ASL, ricevuto dalle scuole l’elenco degli iscritti sino a sedici anni di età, restituiranno l’indicazione di coloro che eventualmente non risultino in regola con gli adempimenti vaccinali.

Le istituzioni scolastiche, pertanto, dall’a.s. 2018/19 non dovranno più acquisire, direttamente, per tutti gli iscritti dei vari gradi di istruzione,
le certificazioni in merito alle vaccinazioni effettuate.

Si pone dunque il problema di come dare seguito alla volontà del legislatore circa l’obbligo di vaccinazione negli aa.ss. 2017/18 e 2018/19. A tale questione ha dato risposta esaustiva la richiamata nota ministeriale,
che ha descritto le “modalità transitorie” da adottarsi nel biennio.

Questo Ufficio ha pur tuttavia rappresentato al competente Assessorato alla Sanità della Regione Emilia-Romagna l’opportunità di individuare semplificazioni alla procedura, da attivarsi quanto prima, ove possibile.

Lo scrivente Ufficio ha condiviso con il predetto Assessorato la opportunità di trasmissione dal sistema informativo del MIUR alla Regione dei dati degli iscritti per singola scuola. Trasmissione da realizzarsi così
come indicato dalla nota ministeriale, ovvero “nel rispetto della normativa sulla privacy, previo parere del Garante per la protezione dei dati personali, e delle disposizioni della legge di conversione del decreto legge”.

Ove la predetta procedura non fosse percorribile in ragione dei tempi di acquisizione del prescritto parere del Garante, un’ulteriore modalità sarebbe quella dell’invio diretto delle certificazioni dalle ASL agli indirizzi
dei minori. Tale modalità – seppure non di competenza dello scrivente Ufficio – parrebbe rapidamente realizzabile e coerente con la necessaria riservatezza dei dati personali.

Quali che siano le opzioni tecniche che saranno congiuntamente valutate realizzabili, sarà cura dello scrivente Ufficio fornire alle istituzioni scolastiche le necessarie ulteriori informazioni, quanto prima e
comunque entro il corrente mese di agosto.

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NoiPa: servizio assistenza telefonica soggetto a disservizi

Orizzontescuola - 18 agosto, 2017 - 16:01

Nel messaggio si comunica che il predetto servizio potrebbe essere soggetto a disservizi, per vicende legate agli assetti societari del fornitore che gestisce il servizio stesso.

Si suggerisce pertanto di inviare le richieste di assistenza utilizzando il modulo presente alla pagina “Assistenza”.

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Estero, Maeci pubblica posti disponibili per l’a.s. 2017/18

Orizzontescuola - 18 agosto, 2017 - 15:46

I predetti posti sono disponibili presso le scuole italiane all’estero, i corsi, i lettorati e le scuole europee.

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Vaccini, ecco la documentazione da presentare

Orizzontescuola - 18 agosto, 2017 - 15:17

Per il prossimo anno scolastico, ormai alle porte, è prevista una fase transitoria, secondo cui i genitori devono presentare la documentazione  attestante l’effettuazione delle vaccinazioni previste o l’esonero, l’omissione o il differimento o la richiesta di vaccinazione all’ASL.

La predetta documentazione può essere sostituita da una dichiarazione resa ai sensi del DPR n. 445/2000.

La documentazione o la dichiarazione vanno presentate:

  • entro il 10 settembre 2017 per i bambini della scuola dell’infanzia e delle sezioni primavera;
  • entro il 31 ottobre 2017 per gli alunni della scuola primaria e secondaria di I e II grado.

Nel caso in cui si presenti la succitata dichiarazione, la documentazione va presentata entro il 10 marzo 2018.

Quale documentazione va presentata?

La documentazione per le vaccinazioni effettuate è la seguente (o l’una o l’altro):

 attestazione delle vaccinazioni effettuate rilasciata dall’ASL;

 certificato vaccinale rilasciato dall’ASL o copia del libretto vaccinale vidimato dall’ASL (in questo caso, i genitori esercenti la responsabilità genitoriale, i tutori o i soggetti affidatari dei minori fino a 16 anni devono verificare che la documentazione prodotta non contenga informazioni ulteriori oltre a quelle indispensabili per attestare l’assolvimento degli adempimenti vaccinali previsti).

La documentazione da presentare in caso di esonero, omissione o differimento delle vaccinazioni è la seguente (l’una o l’altra):

 attestazione del differimento o dell’omissione delle vaccinazioni per motivi di salute redatta dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta del servizio sanitario nazionale;

 attestazione di avvenuta immunizzazione a seguito di malattia naturale, rilasciata dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta del SSN, oppure copia della notifica di malattia infettiva rilasciata dalla azienda sanitaria locale competente o verificata con analisi sierologica.

Nel caso in cui il bambino non sia ancora vaccinato, ma i genitori hanno avanzato richiesta all’ASL, si deve presentare copia della richiesta.

Per la dichiarazione il Miur ha reso disponibile un apposito modello.

Vaccini, dirigenti scolastici devono informare tempestivamente le famiglie sui nuovi obblighi

Vaccini, nuove regole formazione classi slittano al prossimo anno

Vaccini, docenti ed ATA dichiarazione situazione vaccinale entro il 16 novembre. Modello Miur

Vaccini, cosa fa la scuola per l’anno scolastico 2017/18

Vaccini, prime indicazioni Miur e modelli autocertificazione genitori e docenti. La circolare

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Vaccini, dirigenti scolastici devono informare tempestivamente le famiglie sui nuovi obblighi

Orizzontescuola - 18 agosto, 2017 - 15:01

La circolare

L’effettuazione delle vaccinazioni (per i bambini da 0 a 16 anni, compresi i minori stranieri non accompagnati), secondo il calendario vaccinale relativo a ciascuna coorte di nascita, costituito requisito d’accesso per l’iscrizione ai servizi educativi per l’infanzia e per la scuola dell’infanzia, mentre non lo è per gli altri gradi di istruzione.

Per l’anno scolastico 2017/18, considerati i tempi di approvazione del decreto, sono previste delle disposizioni transitorie, sulla base delle quali i genitori devono presentare a scuola la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni previste o l’esonero, l’omissione o il differimento o la richiesta di vaccinazione all’ASL:

entro il 10 settembre 2017 per i figli frequentanti la scuola dell’infanzia e le sezioni primavera;

entro il 31 ottobre 2017 per i frequentanti la scuola primaria e secondaria di I e II grado.

Considerato che l’inizio dell’ anno scolastico è ormai alle porte, il Miur sollecita i dirigenti scolastici a informare le famiglie. Questo quanto previsto dalla summenzionata circolare:

Data l’imminenza dell’avvio del nuovo anno scolastico, si invitano i dirigenti scolastici, o i responsabili del servizio, a dare tempestiva informazione in merito alla presentazione della documentazione vaccinale, in particolare, circa le indicazioni dettate per l’a.s. 2017/2018, utilizzando il sito web della scuola ed eventuali altri canali comunemente usati nei rapporti scuola famiglia.

I dirigenti, pertanto, o i responsabili del servizio devono attivarsi immediatamente per informare le famiglie sugli obblighi vaccinali, tramite il sito web della scuola o altri canali di solito utilizzati per comunicare con le famiglie.

Le famiglie stesse, inoltre, possono ottenere informazioni collegandosi al sito del Ministero della Salute o chiamando il numero verde messo a disposizione dallo stesso Ministero.

Vaccini, nuove regole formazione classi slittano al prossimo anno

Vaccini, docenti ed ATA dichiarazione situazione vaccinale entro il 16 novembre. Modello Miur

Vaccini, cosa fa la scuola per l’anno scolastico 2017/18

Vaccini, prime indicazioni Miur e modelli autocertificazione genitori e docenti. La circolare

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ANCODIS ai DS: sosteneteci per riconoscimento giuridico-economico. Scuole in reggenza ai collaboratori

Orizzontescuola - 18 agosto, 2017 - 14:43

Le reggenze saranno dunque circa un quarto delle scuole con la conseguenza che quasi la metà delle scuole italiane avrà un dirigente scolastico ad incarico part-time.

Condizione davvero critica se si pensa alle responsabilità che dovranno assumere, alle criticità cui dovranno far fronte, al numero di plessi da gestire, alle necessarie relazioni con alunni, genitori, enti ed associazioni.

I nostri DS sono lasciati, loro malgrado, in una condizione difficile se non critica: per un anno scolastico avranno da gestire due staff, due collegi, due Consigli di Istituto ed un numero indefinito di riunioni, consigli, riunioni sulla sicurezza, gestione amministrativa dei vaccini (alunni e personale)…..emergenze e criticità varie!

Nella Circolare dell’USR del Friuli Venezia Giulia, per esempio, leggiamo: “In considerazione del prolungarsi dei tempi di attuazione della procedura di mobilità interregionale ex art. 1, comma 92, della L. 107/2015 per l’anno scolastico 2017/18 si ritiene di dover procedere al conferimento degli incarichi di presidenza e delle reggenze per assicurare un corretto avvio dell’anno scolastico”.

Considerato che i docenti inseriti nelle vigenti graduatorie per l’incarico di presidenza sono pochissimi (e non ci sorprendiamo affatto visto il blocco del 2006!), la gran parte delle I.S. senza un DS andrà ad incarico di reggenza.

E’ il caso di ricordare che la reggenza costituisce un incarico aggiuntivo di carattere obbligatorio, retribuito, ai sensi delle norme contrattuali vigenti e nella necessità di coprire tutte le sedi vacanti, qualora si rendesse necessario, si potrà procedere anche d’ufficio.

Per buona pace di Anp e del Presidente Dott. Rembado, pertanto, appare del tutto evidente che la proclamata indisponibilità ad accettare incarichi di reggenza non produrrà alcun effetto e – come ogni anno – avremo tanti, e forse molti, DS disponibili “all’annuale sacrificio”.

E poco importa della qualità della gestione, della valutazione di sistema, del progetto culturale, della mission: questa è la musica seppur molto stonata!

Al tavolo di questo gioco delle parti – MIUR con i suoi USR e DS con le loro associazioni e sindacati – vogliono sedersi i Collaboratori dei DS che – occorre dire a voce alta – con il loro servizio e la loro professionalità acquisita rendono questo gioco possibile e soprattutto più facile!!

Voi DS titolari/reggenti – lo sapete bene – trovate I.S. organizzate, con un piano di lavoro già strutturato, un collegio docenti consapevole delle difficoltà generate da condizioni di reggenza magari pluriennale ed, in ultimo, dei Collaboratori che durante l’estate hanno prodotto una grande mole di lavoro organizzativo e gestionale.

Ma per il MIUR ed il MEF, per le forze politiche di maggioranza e di opposizione tutto questo NON esiste!! Occorre immaginare solo per un attimo I.S. prive dei Collaboratori del DS (I° – II° – Respon-sabili di plesso!)

Questi docenti che certamente non fruiranno di tutti i giorni di ferie hanno “spianato” la strada al DS titolare/reggente che – di solito – conferma i collaboratori dell’I.S. tenuto conto di questo grande lavoro professionale propedeutico.

Per scoprire dopo qualche ora di dialogo che il Primo Collaboratore è anche un docente impegnato per 18 ore in attività di insegnamento! E che per questo lavoro di collaborazione svolto da anni con grande passione e spirito di servizio riceve meno di 100 Euro al mese!

Gentile DS titolare/reggente – lo sa benissimo – si troverà nella condizione di non avere un collaboratore a tempo pieno che possa dedicare tutto il servizio contrattuale e ben oltre alla governance della scuola di titolarità e affidata in reggenza.

La migliore condizione possibile per una scuola moderna: DS e I° Collaboratore ad incarichi part-time!!

Ciò nonostante, noi Collaboratori saremo presenti al vostro arrivo ad accogliervi nella “vostra” I.S..

E’ il nostro primo dovere; siamo pronti ad agire ed operare con la professionalità e la competenza che ci contraddistinguono. E potete anche confidare sulla piena collaborazione dei collaboratori delle istituzioni che il MIUR vi affida alla condizione di una gestione part-time.

E’ arrivato anche il momento nel quale vi chiediamo una parola forte, pubblica, puntuale sul nostro lavoro ed un sostegno convinto al riconoscimento giuridico e contrattuale del nostro lavoro.

Siamo al vostro fianco – e lo sapete bene – protagonisti della governance delle I.S.: chiediamo semplicemente di essere giuridicamente riconosciuti poiché di fatto già lo siamo!

ANCODIS ha già scritto in altri documenti e conferma oggi che nella Scuola 2020 non si potrà avere una adeguata offerta formativa senza una governance affidata ai DS ed ai Collaboratori che però devono essere messi in condizione di prestare il loro servizio con professionalità ed a tempo pieno nell’esclusivo interesse dell’I.S.

Circa il problema delle scuole senza DS titolare, ANCODIS conferma la sua proposta: nel caso in cui in una I.S. esistesse lo stato giuridico di reggenza, l’incarico di presidenza al Collaboratore del DS.

E’ un istituto normativo ancora in vigore al quale è opportuno ed urgente ritornare anche se in maniera diversa dal passato, ovvero affidandolo a docenti con esperienza nella governance. Molti tra questi hanno avuto modo di ricoprire il ruolo di collaborazione per diversi anni, sviluppando indubbiamente adeguate professionalità e capacità di organizzazione e gestione delle loro istituzioni scolastiche.

Occorre semplicemente dare la possibilità di accesso a quanti negli anni hanno dimostrato competenze nella governance della scuola e sarebbe, inoltre, un modo per investire sulle risorse esistenti garantendo una guida efficace ed a tempo pieno ad ogni istituzione scolastica che non è più possibile garantire con l’istituto della reggenze!!

Nella consapevolezza della difficoltà ma nell’auspicio di un urgente intervento legislativo, ANCODIS porge cordiali saluti ed augura ai DS “part-time” un proficuo e sereno anno scolastico nella certezza che ogni DS titolare/reggente avrà al suo fianco validi collaboratori (……… e possibilmente uno a tempo pieno!).

Rosolino Cicero, Presidente ANCODIS Palermo
Antonella D’Agostino, Presidente ANCODIS Catania
Mara Degiorgis, Presidente ANCODIS Cuneo
Renato Marino, Presidente ANCODIS Siracusa
Cristina Picchi, Presidente ANCODIS Pisa
Silvia Zuffanelli, Presidente ANCODIS Firenze

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Tfa Sostegno. Docenti idonei non ammessi chiedono: fateci seguire il corso, i docenti di sostegno sono troppo pochi

Orizzontescuola - 18 agosto, 2017 - 11:36

Maria Scurto – Siamo un gruppo corposo di docenti dichiarati “idonei non ammessi” ai corsi di “Specializzazione nelle Attività di Sostegno agli Alunni con Disabilità” pressol l’ università di Palermo, chiediamo che ci venga data l’opportunità di completare il nostro percorso di specializzazione.
Il numero esiguo di docenti di sostegno, non può soddisfare le esigenze e i bisogni di tutti gli alunni e certamente non può garantire la costruzione di un clima inclusivo, secondo quando affermato dalla legislazione nazionale , Legge 517/77, Legge Quadro 104/92 e la Legge 107/2015 e più volte ribadito dal Parlamento Europeo.
Considerando, inoltre, che le prossime procedure per la formazione dei docenti di sostegno, i FIT, si avvieranno in tempi non imminenti e che le stesse procedure prevedono un percorso di formazione triennale, la carenza di docenti di sostegno è destinata ad aumentare.
Tale prospettiva rischia di trasformare in emergenza la difficile situazione presente nelle classi.
L’ammissione degli idonei non ammessi ai corsi di specializzazione, rappresenta una valida occasione a vantaggio delle famiglie che eviteranno di vedere i loro figli affiancati da personale non adeguatamente formato, garantendo il diritto allo studio e un significativo successo formativo di tutti gli alunni.
Con determinazione chiediamo di poter frequentare il corso di specializzazione. Speriamo fortemente che Lei possa appoggiare la nostra causa, affinché vengano soddisfatte le nostre giuste richieste

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Orizzontescuola - 18 agosto, 2017 - 11:36

Maria Scurto – Siamo un gruppo corposo di docenti dichiarati “idonei non ammessi” ai corsi di “Specializzazione nelle Attività di Sostegno agli Alunni con Disabilità” pressol l’ università di Palermo, chiediamo che ci venga data l’opportunità di completare il nostro percorso di specializzazione.
Il numero esiguo di docenti di sostegno, non può soddisfare le esigenze e i bisogni di tutti gli alunni e certamente non può garantire la costruzione di un clima inclusivo, secondo quando affermato dalla legislazione nazionale , Legge 517/77, Legge Quadro 104/92 e la Legge 107/2015 e più volte ribadito dal Parlamento Europeo.
Considerando, inoltre, che le prossime procedure per la formazione dei docenti di sostegno, i FIT, si avvieranno in tempi non imminenti e che le stesse procedure prevedono un percorso di formazione triennale, la carenza di docenti di sostegno è destinata ad aumentare.
Tale prospettiva rischia di trasformare in emergenza la difficile situazione presente nelle classi.
L’ammissione degli idonei non ammessi ai corsi di specializzazione, rappresenta una valida occasione a vantaggio delle famiglie che eviteranno di vedere i loro figli affiancati da personale non adeguatamente formato, garantendo il diritto allo studio e un significativo successo formativo di tutti gli alunni.
Con determinazione chiediamo di poter frequentare il corso di specializzazione. Speriamo fortemente che Lei possa appoggiare la nostra causa, affinché vengano soddisfatte le nostre giuste richieste

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USR Campania non pubblica GM rettificata e abbiamo perso il ruolo. Lettera

Orizzontescuola - 18 agosto, 2017 - 10:29

Io ed altri docenti Itp abbiamo sostenuto e superato le prove suppletive relative alle classi di concorso B020 e B021 per varie regioni (procedura concorsuale gestita dalla regione Campania), e siamo in possesso di sentenza definitiva del Tar Lazio (n. 8172/2017).
Le due procedure concorsuali sono terminate il 14 e il 19 luglio e le commissioni hanno terminato il loro lavoro il 20 e 21 luglio (come affermato dai presidenti delle due commissioni).Quindi le graduatorie sono pronte e ferme all’Usr Campania in attesa di pubblicazione.
Alcuni di noi con i punteggi ottenuti hanno superato i vincitori in graduatoria, ma purtroppo non essendo stata rettificata la graduatoria non hanno potuto partecipare alle immissioni in ruolo, e si sono visti scavalcati dai concorrenti delle vecchie graduatorie (concorrenti che dopo la rettifica non entreranno nemmeno nel 10%) e dagli elenchi graduati delle due classi di concorso.
In alcune regioni non essendo presenti né graduatorie né candidati per tali classi di concorso i posti destinati alle immissioni in ruolo sono stati usati per compensare l’immissioni in ruolo di altre classi di concorso.
Noi candidati abbiamo provato a contattare i vari Usr coinvolti, le direzioni, gli uffici competenti, ma nessuno ci ha dato risposta; siamo andati anche presso gli uffici dell’Usr ma non ci hanno fatto sapere nulla.
Nonostante vincitori, siamo trattati da perdenti e il nostro posto è stato “usurpato” da chi non se lo meritava.
Ora siamo in attesa della graduatoria, che secondo alcune indiscrezioni da parte di alcuni dipendenti dell’Usr in via ufficiosa, uscirà ad anno scolastico avviato in modo da far prendere la nomina giuridica ed economica a tali docenti senza avere problema di rescissione del contratto.
Noi saremmo costretti ad avviare un ricorso, sostenendo spese legali e a non lavorare come docenti per quest’anno , solo per avere un diritto che ad altri concorrenti di altre regioni è stato dato senza se e senza ma; sempre con la speranza che l’anno prossimo ci saranno i posti e le risorse finanziarie per le immissioni in ruolo nelle nostre classi di concorso, il tutto prima della perdita di validità delle graduatorie di merito.
In attesa di un Vostro riscontro
Distinti saluti

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Boom diagnosi Disturbo dell’Apprendimento. Canevaro “Andiamo oltre il certificato, creiamo il futuro per i bambini”

Orizzontescuola - 18 agosto, 2017 - 10:04

Il M5S chiede al Governo di attivare un piano di monitoraggio per verificare l’applicazione della Legge 170/2010 e relative linee guida, che hanno portato la scuola ad arretrare a favore dell’opzione sanitaria.

Anche Andrea Canevaro, docente di Pedagogia all’Università di Bologna, interviene sul dibattito relativo all’aumento di certificazioni per disturbo dell’apprendimento e afferma “Abbiamo tutti una diagnosi. Io, per esempio, ho problemi di equilibrio. E stare al cellulare mi causa dolori. Ma non mi fermo. E provo a stare bene”

E approffondisce ” Un certificato o un’idea troppo fissa di quello che, quel bambino o quella bambina, sarà, sono controproducenti. I più piccoli hanno bisogno, fondamentalmente, di due cose: essere stimati da qualcuno che, possibilmente, apprezza il bello e avere delle basi sicure, quindi allargabili all’esterno. Tutto questo serve ad andare avanti, a vedere in quel bambino un futuro”.

Un esempio? La sindrome di Down: “Conosco almeno quaranta persone che ce l’hanno. Ma sono diversissime l’una dall’altra. Se pensassi, come lo stereotipo vuole, che quelli con la sindrome di Down sono paffutelli e sempre sorridenti, sbaglierei: ce ne sono altrettanti magri, irritabili e permalosi. La diagnosi è solo un punto di partenza, il resto è tutto da esplorare e da capire. Lo sguardo dev’essere bifocale: guardare il punto in cui sono e l’orizzonte, al tempo stesso. Per chi ha a che fare con chi deve crescere, è fondamentale”.

Ci vorrebbe, ragionando per assurdo, uno zio materno : “Nella cultura subsahariana è colui che ci rivela ciò che non riusciamo a vedere, che entra in scena a farci vedere il bello. Perché alla fine, quello che succede non corrisponde mai esattamente a quello che avremmo pensato”.

Aumento del 40% di diagnosi di Disturbo dell’Apprendimento. M5S: introduciamo pedagogista scolastico, no ad eccessiva medicalizzazione

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Riforme. Il pop rock entra nei conservatori dalla porta principale. Lettera

Orizzontescuola - 18 agosto, 2017 - 09:56

Aristotele insegna che esiste una grande differenza tra la possibilità che un qualcosa si realizzi (potenza) e la realizzazione stessa (atto). È stato sufficiente pubblicare un Decreto Ministeriale, il n. 611 del 9.8.2017, per passare dalla potenza all’atto e far entrare nei Conservatori di Musica strumentisti, voci, compositori, arrangiatori, tecnici del suono. E dalla porta principale! Emoziona leggere “Basso Elettrico Pop Rock”, “Chitarra Pop Rock”, “Pianoforte e tastiere Pop Rock”, Batteria e Percussioni Pop Rock” e “Canto Pop Rock”. Volge al tramonto l’era della discriminazione tra chi suona “ad orecchio” e chi segue lo spartito. In fondo, il grande Edgar Willems dedicò due volumi all’ “Orecchio musicale”…

Il D.M. 611/17, onore al ministro Valeria Fedeli e al suo Staff, è chiarissimo nelle cosiddette “Declaratorie”, comuni a tutti gli strumenti e al canto: “Il settore concerne l’acquisizione delle abilità tecniche e delle competenze musicali, culturali ed interpretative necessarie per affrontare i diversi repertori stilistici del Pop Rock con piena consapevolezza delle correlate prassi esecutive e improvvisative, accanto a connesse acquisizioni storico/organologiche e didattiche. Le peculiari esigenze poste dalla creazione musicale estemporanea orienteranno la promozione del performer creativo.”. In soldoni, si formeranno chitarristi e tastieristi, bassisti e batteristi, cantanti e compositori Pop Rock a tutto tondo, in possesso di approfondite conoscenze culturali e didattiche, e di solide abilità interpretative.

Il D.M. potrebbe favorire un’apertura al Pop Rock anche nei Licei Musicali.
Chi si occupa dei dodici suoni sa che esiste il “diabolus (diavolo) in musica”, nascosto nel “salto” (intervallo) dalla nota fa alla nota si, di difficile intonazione. Anche nel D.M. 611/17 si nasconde un “diavoletto”: è l’assenza del criterio di scelta dei docenti. Quando ho avuto l’onore di far parte del Gruppo di supporto tecnico-scientifico che ha elaborato la “Riforma Milia” delle Scuole Civiche di Musica della Sardegna, mi è capitato di fronte il “diabolus”. Arrivarono proposte di considerare il criterio di “Docente di strumento affine”, cioè di considerare, per esempio, un laureato in Contrabbasso contemporaneamente in grado di insegnare anche Basso Pop Rock. La verità si trova proprio agli antipodi: esistono eccellenti bassisti che possiedono anche il diploma di Conservatorio in Contrabbasso, mentre non è automatico il contrario.

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