NOTIZIE SCUOLA

Dotazioni Organiche ATA: l ‘incertezza che fa male alla scuola e ai lavoratori

Orizzontescuola - 1 ora 47 min fa

In queste giornate infatti molti lavoratori, che hanno prenotato vacanze, ancora non conoscono la loro situazione lavorativa nell’incertezza di essere dichiarati sovrannumerari, in assenza di precise indicazioni da parte dell’USR. Già al livello nazionale si è conclusa negativamente la procedura di concertazione tra il Miur e le organizzazioni sindacali rappresentative del comparto istruzione sulle dotazioni organiche ATA per l’anno scolastico 2017/2018. In questo incontro, scaturito dalla richiesta unitaria effettuata dai sindacati ai sensi dell’art. 5, comma 2 del CCNL Scuola, la UIL ha confermato il giudizio negativo espresso sin dalle prime riunioni sia sul numero dei posti – assolutamente insufficiente – che sulle modalità di ripartizione.

La UIL Scuola nel rigettare la visione burocratica degli organici che ignora i bisogni delle scuole, ribadisce la necessità di assicurare una gestione trasparente dei posti evitando di esporre il personale ad una situazione di incertezza e di ingiustificata instabilità. A questo proposito ricorda che solo dopo l’emanazione formale dei decreti verrà stabilito l’organico di diritto di ciascuna scuola, utilizzando anche la quota riservata agli interventi compensativi da gestire a livello di direzioni regionali e che le simulazioni in atto in questi giorni nelle scuole, non sono attendibili.

Per la UIL è inoltre indispensabile un approccio complessivo per ricondurre il lavoro Ata alla dimensione di supporto alla didattica – prevista dal contratto – che rende questo personale non assimilabile agli altri lavoratori pubblici.

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La valutazione finale non è un giudizio, un voto, ma un servizio alla persona. Lettera

Orizzontescuola - 1 ora 56 min fa

Alunni e  genitori dentro e fuori le nostre  scuole lasciano trasparire gioia, soddisfazione, nervosismo,  ansia  e preoccupazione, i docenti tranquillizzano,  cercano, con professionalità ed equilibrio,   di dare le dovute spiegazioni e il giusto peso a valutazioni che, puntualmente, vengono criticate e messe in discussione  e  a prove  d’ esame che, secondo alcuni, a causa dell’altissima percentuale di promossi, sono  ormai diventate   una mera formalità e andrebbero  abolite.

Sicuramente, le attese, il contesto, la scuola, gli alunni,  le metodologie e i criteri di valutazione sono  cambiati, ma questi importanti appuntamenti conclusivi (voti finali, promozione, bocciatura,  esami ecc.),  al di là dei commenti, delle critiche, delle singole e personali considerazioni, sono un aspetto  decisivo e importante per la verifica di un rapporto che esprime nobilmente e consapevolmente non un mero giudizio legato ad una temporanea, semplice e distaccata prestazione professionale erogata da una impresa di servizi, ma la parte più significativa di un’ opera educativa che trascende la dimensione spaziale e temporale, dura e si rinnova di generazione in generazione,  tende a rafforzare  la personalità,   ad aiutare  a rialzarsi dalle cadute, a superare gli insuccessi e a diventare  persona  capace di conoscere i propri doveri ed esercitare consapevolmente e responsabilmente  i propri diritti .

Purtroppo, viviamo  in un mondo in cui, nella maggior parte dei casi, vengono  richieste  azioni   perfette, prestazioni  e valutazioni eccellenti, tutti si aspettano il massimo, pochi tollerano insuccessi, battute d’arresto e voti inferiori alle aspettative di alunni e genitori. In questo scenario,   la scuola ha il non facile compito di mediare, spiegare, rasserenare, giustificare,  ottundere, ammorbidire e attenuare rigidità che, diversamente,  potrebbero compromettere gli sforzi compiuti per costruire  relazioni educative orientate al pieno sviluppo dell’alunno sul piano cognitivo, valutativo, relazionale e sociale.

Pertanto, per evitare inutili  polemiche,  generare  improprie reazioni e dare il  giusto  valore ai progressi o ai rallentamenti degli alunni, la scuola dovrebbe cercare,  nuovamente, di  recuperare ed integrare in un insieme armonico,  la distinzione tra  dimensione tecnica e dimensione    educativa della valutazione:  la  prima opera esclusivamente sui contenuti delle singole discipline, mentre la seconda si preoccupa   di  dare una giusta e corretta  percezione del voto  che    esplicita  qualitativamente  l’identità dell’alunno nella duplice  dimensione culturale ed educativa. Si tratta, in pratica, di accompagnare, come si sta cercando di fare, il voto espresso in decimi con un giudizio in grado di ripristinare l’unità tra  sapere ed essere.

Non, dunque,  numeri che spersonalizzano l’educando, lo cosificano e lo fanno sprofondare nell’anonimato, non generici  premi o castighi, ma documentati itinerari di crescita, anche di alto profilo, all’interno dei quali poter    intervenire con prudenza ed amorevole fermezza, per risolvere problemi, evidenziare e correggere  eventuali disimpegni e superficialità,  favorire  comportamenti e atteggiamenti conformi ad uno stile di vita, ad un sapere e ad una cultura, non forzata, inventata o improvvisata, ma costruita  con impegno, amore  e sacrificio, come una casa pietra su pietra, atto dopo atto, giorno per giorno.

Attraverso  la fonte viva e luminosa della benevolenza e della consapevolezza,  occorre  dotare    i  giovani  di   una adeguata capacità di  discernimento etico,  di  una significativa    forza di volontà  capace di   guidarli  nelle complesse contingenze della vita e aiutarli a trovare in se stessi la forza del riscatto e della vittoria.

La lettera che una mamma ha scritto al figlio bocciato è sì  un invito a rialzarsi, a ricominciare, a responsabilizzarsi, ad impegnarsi,  ma soprattutto un chiaro messaggio d’amore per  far capire che,  nel difficile cammino della vita,  non è solo e che può  sempre e comunque
contare sulla sua amorevole presenza.

In pratica,  anche nelle esperienze negative  i ragazzi possono continuare ad essere particolarmente soddisfatti,  contenti e felici se  hanno la possibilità di gustare un clima sereno e familiare, di sentirsi  circondati dalle attenzioni di genitori e docenti che bandiscono ogni allarmismo, che non minacciano, che non giudicano in continuazione, che non trattano da irresponsabili, ma fermi, dolci e solleciti, carichi di bontà ed  assidua vicinanza, favoriscono una conoscenza integra, equilibrata, essenziale e profonda di un percorso di crescita che, durante il cammino, può anche trovare alcuni ostacoli. Senza il sublime carburante dell’ empatia e dell’amore, senza questa segreta fiamma,   la macchina dell’educazione è condannata a fallire e ad arrestarsi  sulle ardue salite delle prime difficoltà e dei primi insuccessi.

Docenti e genitori  sono persone  che si rivolgono  a persone,   che hanno il compito di far respirare un clima cordiale, sereno, in cui non si vedono brillare occhi di semafori rossi, che hanno la responsabilità di   comunicare e trasmettere energia positiva attingendo  dalle misteriose  profondità dell’essere. Ciò che deve caratterizzare  l’educatore è, dunque,   la piena fiducia e l’amore paziente. Nei ragazzi, spesso, le parole, i gesti,  gli esempi, le raccomandazioni, gli insegnamenti,  non fruttificano immediatamente, ma rimangono latenti e germogliano  a lunga scadenza. Però non muoiono. Imparare  a cominciare ed a  ricominciare,   è  questa un’esortazione necessaria e indispensabile per  arginare lo sconforto, per superare eventuali debolezze e criticità,  per  affrontare  la vita con il rigore della correzione e il lenimento della comprensione.

Poche costrizioni,  nessuna inferriata che  incateni,  solo  parole discrete nel difficile  esercizio di richiamare, correggere, elevare, edificare, educare.

La scuola e la famiglia non devono, pertanto, ostentare il bastone del comando e  rimarcare il vile prezzo dell’ impegno o del  disimpegno, non servono né sanzioni, né premi, né attrazioni,  serve unicamente la robustezza di un cuore di materna protezione. Se il ragazzo non sente di essere amato e la natura l’ha dotato di un provvidenziale e infallibile istinto per conoscere chi gli vuole veramente bene, finisce per avvertire il peso e  il timore del giudizio.

In educazione ciò che conta  non è un numero, una  anonima, fredda ed asettica formula, licenziato, ammesso alla classe successiva ecc., ma l’altissima dignità e la grande responsabilità di una complessa, molteplice e concorde opera di servizio alla persona.

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Ore di sostegno, come si farà richiesta dopo la riforma

Orizzontescuola - 1 ora 59 min fa

Una delle principali novità del decreto riguarda le modalità di richiesta delle risorse per il sostegno didattico (il numero di ore) da assegnare alle scuole per gli allievi disabili, presenti in ciascuna di esse.

La richiesta delle ore di sostegno (quindi dell’organico) è attualmente avanzata direttamente dalla scuola all’USR/ATP di competenza, sulla base della Diagnosi Funzionale, del Profilo Dinamico Funzionale e del conseguente Piano Educativo Individualizzato.

In seguito alla riforma, ossia alle disposizioni del summenzionato decreto, non sarà più la scuola ad avanzare la richiesta delle ore di sostegno, ma un nuovo organo istituito dal medesimo decreto: il Gruppo per l’inclusione territoriale (GIT).

Il GIT è istituito in ciascun ambito territoriale della provincia. Pertanto in ogni  provincia ci saranno tanti GIT quanti sono gli ambiti territoriali, che la costituiscono.

Il GIT è composto da: un dirigente tecnico o scolastico, che lo presiede; tre dirigenti scolastici dell’ambito territoriale; due docenti per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo di istruzione; un docente per il secondo ciclo di istruzione. Detti componenti sono nominati dall’USR competente per territorio.

Come suddetto, il GIT è il nuovo organo (tecnico) cui spetta il compito di avanzare la richiesta delle ore di sostegno da assegnare a ciascuna istituzione scolastica per gli allievi disabili, secondo la procedura di seguito descritta:

1. il dirigente scolastico, sentito il GLI (Gruppo di lavoro di Istituto) e sulla base dei singoli PEI, propone al GIT la quantificazione dell’organico relativo ai posti di sostegno, diviso per ciascun grado di istruzione, inclusa la scuola dell’infanzia;
2. il GIT, in qualità di organo tecnico, sulla base del Piano per l’inclusione, dei Profili di funzionamento (il Profilo di funzionamento sostituisce, ricomprendendoli, la Diagnosi funzionale e il Profilo dinamico-funzionale), dei Piani educativi individualizzati, dei Progetti individuali ove esistenti, trasmessi dai singoli dirigenti scolastici, sentiti questi ultimi in relazione ad ogni alunno con disabilità certificata, verifica la quantificazione delle risorse di sostegno didattico effettuata da ciascuna scuola e formula una proposta all’USR;
3.  l’USR assegna le risorse nell’ambito di quelle dell’organico dell’autonomia per i posti di sostegno.

Alla luce delle nuove disposizioni, dunque, il dirigente scolastico quantifica l’organico di sostegno sulla base dei documenti summenzionati, trasmettendo gli stessi al GIT. Quest’ultimo, sentiti i dirigenti riguardo a ciascun alunno disabile, formula una proposta all’USR che, infine, assegna l’organico alle scuole.

Le nuove disposizioni sopra illustrate entrano in vigore dal 1° gennaio 2019.

DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 66

Tutto sulla riforma

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Contratto statali. Di Meglio: i docenti si pagheranno un caffè ogni due giorni

Orizzontescuola - 2 ore 3 min fa

L´auspicio espresso dal ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, riguardo la possibilità di riuscire a chiudere le trattative sul rinnovo dei contratti entro i primi giorni di ottobre è abbastanza stravagante. E lo è ancor di più alla luce della riunione che si è svolta questa mattina all´Aran con le confederazioni sindacali”.

A dirlo è Rino Di Meglio, segretario della Confederazione generale sindacale-Cgs. Non senza aggiungere: “L´incontro odierno ha avuto un carattere del tutto preliminare. E non poteva essere altrimenti in quanto – sottolinea il sindacalista – non solo non sono disponibili le pur scarse risorse previste dall´accordo governo-sindacati dello scorso novembre, 85 euro lordi pro capite medi, ma sono in alto mare anche le formalità necessarie per l´apertura dei contratti”.

Secondo Di Meglio , infatti, “ci vorrà almeno un mese perché vengano scritti e resi operativi gli ‘atti di indirizzo´ necessari per dare il via a una vera e propria trattativa contrattuale. L´iter – rimarca – sarà comunque tortuoso perché i comparti sono stati riuniti e sarà quindi necessaria un´armonizzazione tra differenti normative e professionalità”.

Ma è il nodo risorse a preoccupare di più la Cgs: “Parliamo di 35 euro lordi medi pro capite. Una cifra che si traduce in circa 16 euro netti per il biennio 2016-2017, mentre per il 2018 i fondi annunciati non sono stati ancora stanziati. L´unica certezza – conclude Di Meglio – è che i dipendenti pubblici, in questi 8 anni di assenza di contratti, hanno perso in termini reali circa il 15% del loro potere d´acquisto”.

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Maestri infanzia e primaria laureati devono guadagnare quanto docenti medie e superiori, Altadonna: arretrati fino a 97mila euro

Orizzontescuola - 2 ore 3 min fa

“In Italia e solo in Italia può succedere”. Così Salvo Altadonna – portavoce del comitato A.S.I. (Area Sostegno e Inclusione) – esordisce spiegando che, dall’approvazione della legge 53/2003 ad oggi, i maestri laureati hanno subito e continuano a subire un danno economico che ammonta a circa 100 ml euro per ogni docente. Rei di questa macroscopica lesione, ovviamente, il MIUR congiuntamente alle OO.SS. firmatarie del CCNL.

Il punto di partenza è l’Art. 5 comma I lettera a), della legge 53/2003 che recita: “La formazione iniziale è di pari dignità per tutti i docenti ………”.

“Tenuto conto – dice Altadonna – di quanto stabilito dalla medesima legge all’art. 5 comma III in materia di abilitazione all’insegnamento per la scuola dell’infanzia e primaria. E’ necessaria una revisione del CCNL comparto scuola, relativamente alle tabelle stipendiali e/o al numero di ore settimanali previste per l’insegnamento negli ordini di scuola Infanzia e Primaria.”

Specificatamente, Altadonna si riferisce al fatto che essendo la Laurea il titolo unico di accesso all’insegnamento per tutte le scuole di ogni ordine e grado una revisione del contratto sarebbe inevitabile. “Non si comprende – attacca – come le OO.SS. restino immobili dinnanzi al sperequazione in atto tra docenti del Primo e docenti del Secondo Ciclo di istruzione.”

A titolo esemplificativo Altadonna ha inviato alla nostra redazione un quadro che confronta docenti Infanzia e Primaria con quelli della secondaria, considerando il primo scaglione contrattuale (0 – 8):

Docente Scuola dell’Infanzia e Primaria:

  • Anzianità 0 – 8

  • N° ore di servizio settimanale 24

  • Retribuzione lorda annua 19.324,27 euro

Docente Scuola Secondaria di secondo grado:

  • Anzianità 0 – 8

  • N° ore di servizio settimanali 18

  • Retribuzione lorda annua 20.973,22 euro

Quindi, secondo Altadonna, risulterebbero evidenti:

  • differenza ore di servizio settimanali 6

  • differenza retributiva lorda annua 1.648,85 euro

20.973,22 euro/ 13 mensilità = 1613,32/4 settimane = 403,33 euro-settimana/ 18 ore = 22,40 euro-ora

Tenendo quindi presente che, prescindendo dall’ordine di scuola, il titolo d’accesso all’insegnamento è il medesimo e considerando come reddito lordo annuo di riferimento quello dei docenti del secondo ciclo, Altadonna approssima una proiezione creditoria per ogni docente italiano della scuola dell’infanzia o primaria così calcolata:

N° ore settimanali eccedenti 6 * 22,40 euro = 134,40 * settimane = 537,60 euro-mensili * 13 mensilità = 6.988,80 euro-annui.

“Per concludere con i numeri – leggiamo nel comunicato del comitato – se consideriamo un docente immesso in ruolo proprio nel 2003 con la laurea in Scienza della Formazione Primaria, lo stesso ad oggi PUO’ VANTARE UN CREDITO NEI CONFRONTI DEL MIUR CHE SI AGGIRA INTORNO A: 6.988,80 EURO-ANNUI * 14 anni = 97.843,20 euro”.

Quanti sono i docenti coinvolti? 224.124 per la scuola Primaria e circa 93.000 per la scuola dell’Infanzia a questi vanno aggiunti tutti i precari con contratto a tempo determinato.

“Questa proiezione – conclude Altadonna – se pur approssimativa rende chiara la macroscopica lesione del diritto al salario di funzione che subiscono i docenti. Questo coinvolge anche i docenti immessi in ruolo prima della legge 53/2003 con il diploma per i quali (come succede nel resto del pubblico impiego) andrebbe parimenti considerato il calcolo precedente fino a pensionamento.”

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Docenti ancora in piazza il 12 luglio: piano di rientro, no alla titolarità su ambito, assegnazione provvisoria per più di una provincia

Orizzontescuola - 2 ore 12 min fa

Convergiamo sulla ferma volontà di lottare uniti per la scuola pubblica, una comunità educante in cui si formino cittadini consapevoli e capaci di un pensiero autonomo. Vogliamo una scuola in cui la collegialità regni sovrana insieme alla condivisione, alla uguaglianza ed alla pari dignità tra i docenti, concreta ed effettiva perché prima di tutto realizzata giuridicamente.

Mai più divisioni e mai più diseguaglianze tra i lavoratori di uno stesso settore. La nostra priorità è ripristinare la qualità dell’istruzione pubblica statale ed il rispetto dei diritti dei lavoratori e degli studenti pesantemente lesi con la legge 107 che, invece di ripristinare il tempo scuola, le materie, e i posti tagliati dalla Riforma Gelmini stabilizzando ogni docente nella sua provincia, ha di fatto costretto chi, pur avendo decenni servizio ovvero più punteggio, a spostarsi su tutto il territorio nazionale cosa che ha determinato disparità di trattamento e grave danno economico, esistenziale e familiare.

Chiediamo pertanto
• Un piano di rientro definitivo da realizzare entro la fine del prossimo anno scolastico per tutti i docenti assunti fuori dalla propria regione. La L.107 ha previsto un piano di assunzioni straordinario, non più rinviabile a causa delle bacchettate dell’Europa, per stabilizzare i docenti precari che da anni lavoravano nelle scuole italiane. Assunzione nazionale, mobilità coatta nazionale, titolarità su ambito ed incarico triennale su scuola dopo chiamata diretta. Oltre ciò tutte le operazioni di assunzione prima, e di mobilità poi, affidate ad un algoritmo, che recentemente è stato completamente svelato nella sua tragica erroneità. La conseguenza è stata un esodo di massa in una direzione stabilita sud – nord che ha sollevato con forza l’emergere di una nuova questione meridionale creando una vera e propria emergenza sociale.

• La trasformazione di tutti i posti in organico di fatto (non stabili a necessari alla scuola ogni anno) e dei posti in deroga sul sostegno in posti di diritto (cioè stabili). Sono i posti su cui ogni anno lavorano i docenti in assegnazione provvisoria (come gli assunti fuori regione dalla L.107) ed i supplenti precari fino al 30 giugno. Sono circa 75 mila in tutto ogni anno, di cui 47 mila in deroga sul sostegno, destinati a crescere sempre in corso di anno scolastico.

• Superamento del doppio regime di titolarità su ambito /scuola a favore della titolarità su scuola per tutti e ritorno al sistema meritocratico del punteggio maturato. Dalla L.107 in poi esistono docenti che possono conservare la titolarità su scuola ed altri che hanno invece una titolarità su ambito provinciale, che comporta la possibilità di poter lavorare o meno in una scuola rientrante nell’ambito di titolarità legata alla famosa “chiamata diretta” da parte del Dirigente scolastico. Tale visione a favore di una flessibilità del corpo docente, nella pratica quotidiana concreta, sta creando instabilità lavorativa e divisioni al’interno di una stessa categoria.

• Abbassamento numero alunni per classe e più tempo pieno al SUD. Le enormi diseguaglianze che oggi colpiscono i bambini del Sud Italia rispetto ai bambini del Nord Italia passa anche attraverso la durata del tempo scuola.

• Ripristino compresenze, tempo scuola e materie soppresse dalla riforma Gelmini

• Rispetto delle finalità e utilizzo didattico del POTENZIAMENTO contro la pratica del “tappabuchismo”

• Diritto ad assegnazioni provvisorie ed utilizzazioni annuali con possibilità di indicare per il ricongiungimento più di una provincia in subordine a quella di residenza (come avvenuto già lo scorso anno per gli idonei inseriti in graduatoria di merito).

• Assistenza piena per tutti gli alunni disabili e bes. Affinché venga garantito all’alunno disabile personale qualificato, la possibilità di nominare i docenti di ruolo sprovvisti di titolo di specializzazione richiedenti assegnazione provvisoria su posti di sostegno, solo dopo l’esaurimento di tutti i docenti specializzati che ne fanno richiesta (anche da altre province) e accantonamento del numero dei posti assegnabili in supplenza al personale precario specializzato. Questo perché diversamente i posti in deroga sul sostegno verrebbero coperti da personale chiamato tramite domande di messa a disposizione. Crediamo che sia più opportuno consentire ad un docente con anni di esperienza alle spalle di occupare quei posti. I posti in deroga sul sostegno sono moltissimi, e servono a garantire il diritto all’istruzione ed all’integrazione degli studenti disabili e ogni anno si arriva ad esaurire le graduatorie dovendo ricorrere alle messe a disposizione.

Invitiamo tutti coloro che hanno a cuore la sorte della scuola pubblica e condividono le nostre istanze, ad essere insieme a noi il 12 luglio per realizzare una giornata di autentica partecipazione del mondo scolastico e non solo, e per gettare le basi per un vero cambiamento.
La qualità del sistema educativo si misura anche attraverso il trattamento che l’amministrazione scolastica riserva al proprio personale.

Tutti i sindacati, i gruppi e i movimenti politici, le associazioni delle famiglie e di categoria sono invitati a partecipare.
Vi aspettiamo!

Eventuali adesioni alla piattaforma proposta da parte di movimenti o altre organizzazioni, potranno pervenire con una mail a : leoalagna@gmail.com
Per info anche logistiche rivolgersi ai seguenti contatti:
Roma e centro-nord : Francesca Pandolfi – 3286457407
Abruzzo/Molise/ Basilicata/ Marche: Francesca Carusi – 3381328942; Carolina Versi – 3497925094
Sicilia: Nelly Fronterre – 3387029531; Anna Dorotea Privitera – doraprivitera@gmail.com; Emma Giannì – 3391749122
Campania : Anna Chianese – anna.chianese7@gmail.com
Calabria : Rosita Ceraldi – rositaceraldi@yahoo.it
Puglia : Francesca Marsico – 3204249822; Giovanna Lococciolo 3494327387.

Osservatorio Diritti Scuola
Comitato 8000 esiliati fase B
Nastrini Rossi
Coordinamento nazionale docenti fase C
Nastrini Liberi Uniti

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Un numero adeguato di posti di sostegno per l’effettiva integrazione degli alunni. Lettera

Orizzontescuola - 2 ore 25 min fa

Perché è attuale il modello d’integrazione proposto dalla legge 517 del 1977 che inseriva nelle classi di tutti gli alunni con disabilità.

Poiché i tagli dei fondi ai Comuni ed alle Unità Sanitarie Locali indeboliscono l’azione di supporto alla scuola e l’intervento degli specialisti, ancora di più quindi occorre che si sostenga la buona integrazione, che aiuta sia il bambino o ragazzo con disabilità, sia gli altri bambini o ragazzi che si trovano a frequentare la scuola con lui.

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Invalsi rinnova consiglio amministrazione e presidente. Candidatevi

Orizzontescuola - 2 ore 53 min fa

Il bando invita alla candidature persone  di alto profilo scientifico e competenze tecnico-organizzative, con comprovata esperienza professionale, in ambito nazionale e internazionale, secondo i requisiti analiticamente illustrati nei bandi. Le candidature, corredate del relativo curriculum vitae, dovranno essere inviate attraverso posta certificata all’indirizzo dgosv@postacert.istruzione.it entro le ore 23.59 del 3 luglio 2017.

Ecco i bandi DM 356 del 29 maggio 2017

Bando e domanda componente CdA Invalsi
Bando e domanda Presidente Invalsi
DM 356 del 29 maggio 2017

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Invalsi rinnova consiglio amministrazione e presidente. Candidatevi

Orizzontescuola - 2 ore 53 min fa

Il bando invita alla candidature persone  di alto profilo scientifico e competenze tecnico-organizzative, con comprovata esperienza professionale, in ambito nazionale e internazionale, secondo i requisiti analiticamente illustrati nei bandi. Le candidature, corredate del relativo curriculum vitae, dovranno essere inviate attraverso posta certificata all’indirizzo dgosv@postacert.istruzione.it entro le ore 23.59 del 3 luglio 2017.

Ecco i bandi DM 356 del 29 maggio 2017

Bando e domanda componente CdA Invalsi
Bando e domanda Presidente Invalsi
DM 356 del 29 maggio 2017

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Formazione Obbligatoria Docenti Iscriviti Tramite La Piattaforma S.O.F.I.A. – MIUR. Valorizza Il Tuo Potenziale Con i Corsi Eurosofia ed Anief, Utilizza Il Tuo Buono Entro Agosto 2017

Orizzontescuola - 3 ore 3 min fa

Il MIUR ha realizzato la piattaforma digitale S.O.F.I.A. – Sistema Operativo per la Formazione e le Iniziative di Aggiornamento dei docenti (http://sofia.istruzione.it/ ) per la gestione della formazione.

Dal 22 maggio 2017 la piattaforma S.O.F.I.A. è attiva e i docenti di ruolo oppure collocati fuori ruolo possono iscriversi direttamente ai corsi inseriti nel catalogo delle iniziative formative, compilare questionari di gradimento, scaricare gli attestati di frequenza ed eventualmente inserire a sistema contenuti didattici.

L’elenco dei percorsi di formazione svolti da ogni docente costituirà una vera e propria “storia formativa” e sarà la base per la realizzazione di un portfolio professionale, cui saranno aggiunti, in seguito, gli ulteriori aspetti dell’anagrafe della professionalità, del bilancio di competenze e degli ulteriori elementi di documentazione della propria attività didattica.

Accedi alla piattaforma e scopri il Catalogo delle iniziative di Eurosofia ed Anief, enti qualificati ai sensi della Direttiva n.170/2016

Per iscriverti collegati alla piattaforma http://sofia.istruzione.it/

– Per effettuare la registrazione il docente deve selezionare “Registrati” ed inserire tutte le informazioni richieste

– Inserire username e password e cercare nel Catalogo Corsi “Eurosofia” o “ Anief”

– Visualizza la scheda del corso, scegli l’edizione al quale iscriverti e digita il pulsante “ISCRIVITI ORA”. Puoi inserire il codice voucher se intendi utilizzare la Carta del Docente

Accedi al portale di Eurosofia https://www.eurosofia.it/mod/page/view.php?id=6091 e completa la tua registrazione: scegli l’ambito, il corso e digita “ISCRIVITI SUBITO”, inserisci i tuoi dati anagrafici e il bonus della Carta docente oppure copia del bonifico effettuato.

– Riceverai un’email di conferma per accedere alla piattaforma elearning ed iniziare il tuo corso

Scegli il percorso formativo idoneo alle tue esigenze utilizzando il tuo Bonus docenti del valore di 500 euro, il bonus è spendibile sino al 31 agosto 2017!

Da quest’anno il buono per la formazione viene erogato con una modalità più moderna e tecnologica, sotto forma di un “borsellino elettronico” per acquistare i corsi in modo agevole e senza dover gestire complesse rendicontazioni.

I corsi Eurosofia e i corsi Anief sono presenti nell’elenco degli esercenti ed enti di formazione qualificati MIUR per l’utilizzo della Carta del Docente.

Tutti i buoni di spesa generati sul sito <href=”#/” target=”_blank”>cartadeldocente.istruzione.it possono essere utilizzati con noi:

    • ONLINE, sul sito www.eurosofia.it, scegliendo la modalità di pagamento “Carta del Docente”;
    • VIA TELEFONO, contattando la nostra segreteria al numero 091-7098311/357;
    • NEGLI SPORTELLI DI CONSULENZA su tutto il territorio nazionale.

Per maggiori informazioni sull’utilizzo della piattaforma S.O.F.I.A. e sui corsi del nostro Catalogo delle iniziative formative contattaci

Sezione News:

https://www.eurosofia.it/mod/page/view.php?id=6657

https://www.eurosofia.it/mod/page/view.php?id=6659

Tel. 091.7098311 – 091.7098357 – 091.421496

Email: segreteria@eurosofia.it

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35% alunni e 41,7% di scuole a Sud, eppure si emigra. Centinaia i ricorsi contro algoritmo mobilità

Orizzontescuola - 3 ore 4 min fa

Come è noto in Italia la maggior concentrazione di studenti si ha nel Sud ed Isole con una percentuale totale del 35% ed anche le scuole sono maggiormente concentrate nel Sud ed Isole con una percentuale del 41,7% eppure sono stati tantissimi i casi di docenti spostati dal Sud Italia verso il Nord anche se a dire il vero si sono registrate in diversi casistiche, operazioni inverse.

Più di una volta la giurisprudenza ha evidenziato che “il criterio dell’assegnazione delle sedi di concorso ai vincitori secondo l’ordine di graduatoria assurge al rango di principio generale della materia, con la conseguenza che il criterio medesimo va applicato anche nel caso in cui non sia previsto dal bando e che è un legittimo interesse del vincitore di concorso la scelta della sede tra quelle non ancora occupate da chi lo precede” (Consiglio di Stato, n. 161 del 14.01.2013; T.A.R. Lazio sent. n. 7741 del 31.07.2009).

Ma il famigerato algoritmo utilizzato dal MIUR ha penalizzato una quantità considerevole di docenti. Diversi i Tribunali intervenuti in materia dichiarando come illegittima l’assegnazione dell’Ambito territoriale assegnato dalla “macchina” in quanto in violazione dei principi di imparzialità e buon andamento della P.A. dell’art. 1, comma 108, L. n. 107/2015, dell’art. 6 CCNL mobilità scuola, dell’O.M. n. 241/2016, nonché dell’art. 28, comma 1, D.P.R. n. 487/1994, nonchè del principio di scorrimento della graduatoria in tema di mobilità.

Da ricordare che il Tar del Lazio con diversi decreti cautelari  ha sospeso i provvedimenti conclusivi della procedura di mobilità nazionale straordinaria di cui all’O.M. 241/2016 perché ha valutato come “sussistenti i presupposti della gravità ed urgenza avuto presente la natura del pregiudizio derivante dai gravati trasferimenti, Ne deriva che le procedure di mobilità per i docenti in questione sono sospese, sicché in favore degli stessi andrà individuata una sede di servizio all’interno del primo ambito indicato nella domanda di mobilità”.

Dunque quello che accade nella sostanza è che mentre sono in fase di ultimazione le procedure della mobilità per il nuovo anno scolastico, ancora si devono definire i contenziosi della precedente mobilità, il solito guaio all’italiana, che continua a vedere la scuola come il terreno principale dei contenziosi in Italia, ma a questo punto non converrebbe creare una sezione specifica nei Tribunali in materia di contenziosi scolastici? Visto che la situazione, grazie alla pessima legge 107 del 2015 non può solo che peggiorare? E che si ha necessità di avere delle risposte in tempi rapidi?

La colpa è di un sistema cattivo, che non investe nella giustizia e nella scuola, con Tribunali perennemente in carenza di organico, e comunque ci si continua a domandare se deve continuare ad essere questa la soluzione, anche perchè a dirla tutta, pur non avendo dati alla mano, e sarebbe interessante avere delle statistiche in materia, si ha la sensazione che l’Italia ha il primato in materia di contenziosi scolastici in Europa e forse anche oltre, un primato di cui vi è ben poco di cui essere orgogliosi.

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Utilizzazione per docenti sovrannumerarari, ITP, immessi in ruolo nel 2015 senza scuola. Differenza tra domanda e assegnazione ufficio

Orizzontescuola - 3 ore 13 min fa

La differenza sostanziale che c’è tra l’utilizzazione a domanda e l’utilizzazione d’ufficio riguarda la scuola attribuita al docente che ottiene il movimento che, nel primo caso (a domanda) è una scuola richiesta nelle preferenze, mentre nel secondo caso (d’ufficio) è una scuola non richiesta.

Il docente con scuola di titolarità o di incarico triennale che, avendo i requisiti per chiedere utilizzazione presenta la domanda, se non può essere accontentato per nessuna delle preferenze espresse non otterrà l’utilizzazione e il prossimo anno lavorerà nella scuola di titolarità o di incarico triennale. Per questi docenti, quindi, l’utilizzazione potrà essere solo a domanda.

Il docente in esubero su ambito o provincia, non avendo una scuola di titolarità o di incarico triennale dove poter prestare servizio il prossimo anno, deve essere obbligatoriamente utilizzato con l’attribuzione, anche d’ufficio, se non può essere accontentato in una delle preferenze espresse nella domanda, di una scuola dove lavorerà nel prossimo anno scolastico.

Quali categorie di docenti possono essere utilizzate d’ufficio?

Sonno diverse le categorie di docenti che potrebbero essere utilizzate d’ufficio per l’anno scolastico 2017/18, categorie di seguito indicate:

a) docenti soprannumerari, titolari su ambito e senza incarico triennale

b) docenti immessi in ruolo ai sensi del comma 96 lettera b dell’art.1 della legge 107/2015, che non hanno ottenuto una scuola o un ambito di titolarità al termine delle operazioni di mobilità e sono rimasti in carico alla provincia di immissione in ruolo, vengono assegnati d’ufficio, per il solo anno scolastico 2017/18, ad una scuola, al termine delle operazioni di mobilità annuale, anche in soprannumero

c) docenti in esubero, in possesso del titolo di specializzazione per l’insegnamento su posti di sostegno conseguito al termine dei corsi intensivi oppure i docenti in esubero che hanno superato o stanno frequentando i corsi di riconversione professionale, possono essere utilizzati sul sostegno anche d’ufficio, tenuto conto dell’impegno assunto al momento della partecipazione ai corsi stessi

d) gli insegnanti tecnico-pratici in esubero, in possesso del titolo di studio che consente l’accesso ad altra classe di concorso, sia appartenente alla tabella A che alla tabella B del DPR n.19/2016, in mancanza di disponibilità nelle preferenze richieste, possono essere utilizzati d’ufficio su cattedre o posti per le quali hanno titolo. Nel caso di utilizzazione in classe di concorso della tabella A, sarà attribuito il maggiore trattamento economico spettante

L’utilizzazione d’ufficio, quindi, può riguardare, oltre che la classe di concorso o grado di istruzione di titolarità, anche altre classi di concorso o altro grado di istruzione, come abbiamo chiarito nel nostro articolo

In questo caso l’utilizzazione d’ufficio potrà riguardare un unico grado di istruzione e seguirà il seguente ordine:

a) insegnamenti richiesti per l’utilizzazione a domanda per i quali si possiede l’abilitazione;

b) altri insegnamenti per cui si possiede l’abilitazione;

c) insegnamenti a cui si può accedere sulla base dei titoli di studio posseduti.

Tutto su utilizzazioni e assegnazioni

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Restituire la matematica alla cultura: Giorgio Israel e Primo Levi

Orizzontescuola - 3 ore 24 min fa

I tanti programmi ministeriali per avvicinare i ragazzi alle facoltà scientifiche e i numerosi festival della scienza, della matematica, della fisica servono veramente a qualche cosa? Interrogativi come questi faticano a uscire dalla discussione specialistica se non vengono direttamente sollecitati dalle statistiche che riguardano il calo o il boom di iscritti a questa o a quella facoltà. Gli ultimi dati sulle immatricolazioni segnavano un buon incremento delle facoltà di ambito scientifico e tecnologico, quindi verrebbe da dire che sì, i festival e roba varia a qualcosa forse servono anche, ma non è da trascurare anche l’altra osservazione che si può fare a questo riguardo: in tempi di crisi economica la gente si butta sui percorsi che sembrano offrire più sbocchi occupazionali, senza fare troppa filosofia.

Un vasto movimento d’opinione che si muove intorno a figure carismatiche come quella di Luigi Berlinguer riconduce la disaffezione dei nostri studenti verso i numeri alla riforma Gentile e al crocianesimo, rei di avere svilito pesantemente il ruolo delle scienze nell’offerta formativa dei programmi scolastici, elevando il solo liceo classico a modello supremo per la formazione delle classi dirigenti. Purtroppo non sono tante le voci in grado di fornirci un commento diverso, quella autorevole di Giorgio Israel è venuta a mancare da più di un anno, ma fortunatamente sono ancora in circolazione i volumi in cui il noto storico della scienza forniva una analisi lucida della crisi della cultura scientifica nel nostro Paese, ascrivendo responsabilità non trascurabili anche alla scuola e agli ultimi tentativi di riforma di essa.

In “Chi sono i nemici della scienza” (Torino 2008) egli metteva in collegamento questa crisi, per esempio, con la tendenza promossa dalle teorie didattico-pedagogiche negli ultimi trent’anni a ricondurre tutto a ‘problem-solving’, ostacolando nei bambini l’esercizio alla concettualizzazione perché ogni cosa deve sottomettersi all’esperienza – qui riprendo Israel quasi alla lettera – riducendo tutto a mera abilità pratica, facendoci correre il rischio di trasformare le scuole, e ormai anche le università, da luoghi di formazione e di trasmissione di sapere ad agenzie culturali dove si celebra in continuazione la metodologia dell’autoapprendimento, dove le conoscenze si barattano volentieri in campo di suadenti ‘competenze’ pronte all’uso. Le posizioni del matematico sullo svuotamento che il pedagogismo progressista ha operato sui saperi disciplinari sono ben note e, a nostro avviso, ampiamente condivisibili, ma una delle intuizioni più felici in questo libro è anche l’aver focalizzato la scienza come impresa collettiva legata alla storia delle democrazie liberali degli Stati nazionali, impresa che oggi vive una fase molto critica a causa della scarsa propensione delle persone a informarsi ‘scientificamente’, pur godendo, la scienza e la tecnologia, di uno statuto di assoluto prestigio rispetto agli altri saperi, quello letterario in particolare.

In questo come in molti altri volumi e interventi, Israel ha sostenuto con coerenza e originalità la necessità di un ritorno a una visione umanistica della scienza, validandola con tanti riferimenti dotti e calzanti a figure e a opere che l’hanno inverata, o comunque sostenuta, in momenti storici diversi.

Vorrei qui aggiungerne uno che mi è stato suggerito dall’attualità culturale: Primo Levi e la raccolta intitolata Il sistema periodico, un’opera miracolosa in cui la scienza nutre la vena letteraria in un tutt’uno straordinariamente organico e che comincia a ritagliarsi un posto nel canone letterario del nostro Paese forse proprio solo di questi tempi (ben lungi dall’essere recepito dai manuali scolastici che, ovviamente, continuano a ricordare Levi solo per Se questo è un uomo). In uno dei racconti del volume, lo scrittore torinese scrive a proposito di analisi quantitative su campioni di roccia: “Per la prima volta dopo diciassette anni di carriera scolastica, di aoristi e di guerre del Peloponneso, le cose imparate cominciavano dunque a servirmi. L’analisi quantitativa, così avara di emozioni, greve come il granito, diventava viva, vera, utile, inserita in un’opera seria e concreta. Serviva: era inquadrata in un piano, una tessera di un mosaico. Il metodo analitico che seguivo non era più un dogma libresco, veniva ricollaudato ogni giorno, poteva essere affinato, reso conforme ai nostri scopi, con un gioco sottile di ragione, di prove e di errori. Sbagliare non era più un infortunio vagamente comico, che ti guasta un esame o ti abbassa il voto: sbagliare era come quando si va su una roccia, un misurarsi, un accorgersi, uno scalino in su, che ti rende più valente e più adatto” (da “Nichel”, Il sistema periodico, Einaudi 2017).

Ecco quello che si dovrebbe pazientemente spiegare agli studenti che intendono farsi sedurre dalle materie scientifiche: sapere letterario e sapere scientifico sono sempre stati e continueranno a essere espressioni di un’impresa culturale unitaria, come diceva Israel, perché «il lavoro scientifico è essenzialmente un’attività letteraria e interpretativa» (Pierre Bourdieu). Due facce, insomma, della stessa medaglia che sola in futuro potrà fornirci i paradigmi per mettere ordine nella confusione magmatica del presente.

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Don Bosco e don Milani, recuperare i ragazzi per un’istruzione professionalizzante. Lettera

Orizzontescuola - 3 ore 45 min fa

Si tratta di due testimoni del tempo che hanno capito e compreso che i ragazzi che non potevano studiare (oggi, invece, non vogliono studiare) venivano avviati ad apprendere un mestiere che permettesse loro non di essere abbandonati dalla società, ma inseriti nel sistema lavorativo come apprendisti. Don Bosco ha adottato un modello educativo e formativo molto efficace, ossia il “sistema preventivo”, cardine ancora oggi della formazione degli allievi delle scuole salesiane. Don Bosco si è speso tanto per i giovani, istruendoli, educandoli, formandoli, togliendoli dalla strada, dando aiuto morale e materiale soprattutto all’infanzia abbandonata, alle mamme sole che vivevano in stato di povertà.

Il santo dei Salesiani si è speso veramente tanto che si può dire che persino “il suo vestito da prete si era consumato, logorato, strappato e fatto a brandelli”. I giovani, quindi, che non potevano studiare avevano l’opportunità di imparare un mestiere che permettesse loro di guadagnare per vivere. Don Lorenzo Milani, il prete di Barbiana, di cui si sono celebrati i cinquant’anni della sua morte, è stato anch’egli molto vicino ai bambini e agli adolescenti poveri, impartendo loro un’istruzione elementare perché imparassero a leggere e scrivere. Don Milani raccoglieva i bambini dalla strada e li portava a casa sua istruendoli ed educandoli. Con questo ha contribuito a costruire scuole, dormitori perché questi adolescenti sentissero il calore di chi li amava veramente. Il suo sistema educativo e formativo, il suo pensiero e la sua ideologia sono chiaramente espressi in alcuni scritti di don Milani raccolti in volume e tra questi ci preme ricordare il famoso “Lettera a una professoressa” rimasta, ancora oggi l’opera cardine per capire e comprendere la lezione umana, cristiana e sociale di don Lorenzo Milani.

In un mondo avaro di valori, di sentimenti genuini ed autentici ci vorrebbero tanti don Bosco e altrettanti do Milani per indirizzare la gioventù del nostro tempo (che non vuole studiare per formarsi un avvenire) verso un’istruzione professionalizzante, ossia una scuola dei mestieri, per poi, attraverso opportuni corsi di formazione, essere inseriti nel circuito lavorativo, Le figure di don Bosco e di don Milani appaiono oggi sempre più urgenti perché rappresentano lo specchio di un mondo ormai tramontato per sempre, mondo in cui il rispetto per le persone e le cose, l’educazione, lo studio serio e appassionato, l’impegno, il sacrificio, l’onesta, avevano ancora un fondamento. Fondamento, purtroppo, che nella società contemporanea è scomparso.

Occorre, quindi, ripensare ad un percorso formativo professionalizzante per quei ragazzi che non amano i libri, lo studio, in quanto provengono sfortunatamente da un contesto sociale in cui il libro e lo studio è la cosa più lontana a cui pensare. Ecco per loro un apprendistato formativo, l’apprendere un mestiere o un accompagnamento individualizzato è opportunità da cogliere, adottando sia il sistema “preventivo” dei Salesiani sia la lezione profonda del prete di Barbiana.

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Dirigenti scolastici. ANCODIS scrive a Gentiloni sui compensi dei collaboratori di dirigenza

Orizzontescuola - 3 ore 53 min fa

Tra i docenti un bilancio va fatto da quanti hanno collaborato in questo intenso anno alla governance delle I.S. e che non hanno ancora posto termine ai compiti loro affidati dai Dirigenti Scolastici e che si apprestano a sostituire, nel corso delle ferie estive, i Dirigenti Scolastici, sempre senza alcuna remunerazione, perché “opportunamente abolita” con la Legge 135/2012 (nota come Spending review).
Siamo ancora impegnati nelle procedure per la candidatura ai PON in scadenza nella prima decade di luglio, nella organizzazione dei progetti estivi ed in quelli di recupero, nella consegna di tutta la documentazione didattica e relativa archiviazione, nella gestione della consegna dei documenti di valutazione, nella gestione dell’I.S. in assenza del DS in quanto impegnato in esami di stato, ecc…
Per tutto questo lavoro e per quanto svolto nel corso dell’anno scolastico, i collaboratori hanno un riconoscimento economico forfettario previsto nel Fondo di Istituto (CCNL art. 6), pagato – di norma – nel mese di luglio/agosto.
Nel resoconto Anp della seconda riunione al MIUR sulla semplificazione amministrativa del 19/6/2017 leggiamo “A conclusione dell’incontro del mattino, l’Amministrazione ha comunicato che saranno a breve rese disponibili le risorse economiche relative al MOF 2016-2017 nonché quelle relative all’anticipo (di circa l’80% anche per quest’anno) del “bonus” premiale di cui alla legge 107”.
Purtroppo, le notizie che giungono in questi giorni non sono per nulla confortanti: le scuole non hanno ancora avuto caricati sui POS i finanziamenti per l’A.S. 2016/2017 al fine di procedere agli accreditamenti attraverso il cedolino unico.
Ed infatti, nel resoconto Anp della quarta riunione dedicata alla semplificazione amministrativa del 27/6/2017 si legge “Il ritardo nell’erogazione del MOF di quest’anno scolastico è dovuto al fatto che il MEF ha cambiato il proprio orientamento ed ha richiesto la formale sottoscrizione di un CCNI, previa emanazione dell’atto di costituzione del fondo, con la necessità di seguire tutta la procedura prevista dal d.lgs. 165/2001”.
E’ una condizione assolutamente inaccettabile, un altro accanimento CONTRO LA SCUOLA e CONTRO I DOCENTI, tenuto conto che si tratta di attività svolte nel corso dell’anno scolastico ed il riconoscimento economico – seppur esiguo e non corrispondente all’intensità ed al carico di lavoro – non può non essere regolarmente accreditato.
Per questa ragione, ANCODIS manifesta il totale sconcerto e disappunto per questa condizione di incertezza ritenendo assolutamente inaccettabile un rinvio senza tempi certi e non giustificabili da motivazioni di natura finanziaria.
Chiediamo una sollecita risoluzione da parte del MIUR in accordo con il MEF al fine di evitare condizioni di disagio in una categoria di docenti che assolvono al proprio ruolo con grande spirito di servizio nell’interesse esclusivo di ogni Istituzione Scolastica.
Chiediamo alle OO.SS. di procedere – secondo le proprie competenze – alla ricerca di una soluzione che dia certezza nei tempi ai Collaboratori nell’assegnazione di quanto loro spettante e riconosciuto in sede di contrattazione di istituto.
Confidiamo, Signor Presidente, in una soluzione che dia certezza dei tempi ai Collaboratori per l’assegnazione di quanto loro spettante e riconosciuto in sede di contrattazione di istituto.

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Il Comune di Milano seleziona docenti di lingua e conversatori. Scadenza bando 4 luglio

Orizzontescuola - 4 ore 3 min fa

Funzionario dei Servizi Formativi – INSEGNANTE LINGUA INGLESE;
Funzionario dei Servizi Formativi – INSEGNANTE LINGUA FRANCESE;
Funzionario dei Servizi Formativi – INSEGNANTE LINGUA TEDESCA;
Funzionario dei Servizi Formativi – INSEGNANTE LINGUA SPAGNOLA;
Funzionario dei Servizi Formativi – INSEGNANTE LINGUA CINESE.

Termine di consegna per la domanda di partecipazione è il 04/07/2017.

Il Comune indice anche una selezione pubblica, per esami, per la formazione di graduatorie per l’assunzione a tempo determinato (a tempo pieno e/o a tempo parziale) in qualità di Istruttore dei Servizi Formativi Abilitati e Non Abilitati – Categoria C – posizione economica 1 – così suddivise:

Istruttore dei Servizi Formativi – CONVERSATORE LINGUA INGLESE;
Istruttore dei Servizi Formativi – CONVERSATORE LINGUA FRANCESE;
Istruttore dei Servizi Formativi – CONVERSATORE LINGUA TEDESCA;
Istruttore dei Servizi Formativi – CONVERSATORE LINGUA SPAGNOLA;
Istruttore dei Servizi Formativi – CONVERSATORE MADRELINGUA CINESE.

Termine di consegna per la domanda di partecipazione è il 04/07/2017.

Bando per docenti

Bando per conversatori

 

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Assegnazioni provvisorie: requisiti e precedenze

Orizzontescuola - 4 ore 28 min fa

Assegnazione provvisoria: non si può presentare domanda se non si hanno i requisiti necessari

Francesco – Ho fatto domanda di mobilità interprovinciale indicando soltanto le 5 scuole.

Qualora venisse soddisfatta la mia mobilità potrò richiedere assegnazione provvisoria soltanto per questo anno nella scuola secondaria di primo grado dove attualmente insegno per continuità didattica, cioè per portare il ragazzo con sostegno che seguo in terza media?

Specifico  che non ho motivi di ricongiungimento o di salute. Grazie e un cordiale saluto,

Assegnazione provvisoria: le precedenze non danno punteggio aggiuntivo

Elisa – Producendo domanda di assegnazione provvisoria interprovinciale quale punteggio si attribuisce per i figli di età inferiore a sei anni? A tale punteggio si cumula anche un punteggio aggiuntivo per precedenza? Grazie

Utilizzazione: anche il docente non in esubero potrà chiedere il CPIA

Raffaella – Sono un insegnate di scuola primaria su posto comune. Purtroppo  per il prossimo a.s. 2017/2018 non potrò chiedere l’assegnazione provvisoria poiché, sbagliando, ho chiesto il trasferimento nel comune di mia residenza e di residenza dei miei familiari. La mia domanda è se posso chiedere l’utilizzazione presso i CPIA dove ho lavorato anche quest’anno grazie all’assegnazione provvisoria. Grazie.

Assegnazione provvisoria: il docente che ottiene passaggio di ruolo puo’ presentare domanda solo per il nuovo ruolo di titolarità

Gianluca – Chiedo chiarimenti relativamente alla possibilità di richiedere l’assegnazione provvisoria per chi ha fatto domanda di passaggio di ruolo e la ottiene. In  particolare può chiedere l’assegnazione per le classi di concorso di tutti i gradi di istruzione per cui è abilitato? Oppure solo per il ruolo di provenienza?  O ancora solo per il ruolo di destinazione per il quale dovrà sostenere nuovo anno di prova? Grazie

.Chiedilo a Lalla

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“La Scuola al Centro”. Sono 4.633 le scuole ammesse al finanziamento, 347 in Calabria

Orizzontescuola - 28 giugno, 2017 - 19:52

Sono disponibili, sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, le graduatorie finali del bando “La Scuola al Centro”, lanciato lo scorso autunno per favorire il potenziamento dell’offerta formativa delle scuole, contrastare la dispersione scolastica e favorire l’inclusione sociale. Il bando era a carattere nazionale e faceva seguito alla sperimentazione attivata nel corso del 2016 per l’apertura straordinaria, in estate, delle scuole in quattro città: Milano, Roma, Napoli, Palermo.

 

Le scuole finanziate in tutta Italia sono 4.633, per uno stanziamento totale di oltre 187 milioni di euro (fondi PON). In Calabria i progetti finanziati sono 347, con risorse pari a 13.867.280,20 euro. In particolare la città metropolitana di Reggio Calabria sono 82 i progetti per uno stanziamento di 3.301.005,90 euro.

 

Potenziamento delle competenze di base, educazione motoria e sport sono le aree tematiche più scelte per i progetti presentati, insieme a teatro, arte, scrittura creativa, potenziamento della lingua straniera, innovazione didattica e digitale, musica.

 

“La Scuola al Centro è stato un bando molto innovativo, lanciato dal precedente governo per rafforzare la scuola quale punto di riferimento delle comunità territoriali, a partire naturalmente dalle ragazze e dai ragazzi e dalle loro famiglie, che in molti progetti saranno protagoniste attive della realizzazione delle attività proposte – sottolinea la Ministra Valeria Fedeli -. Grazie al bando avremo un primo importante potenziamento dell’offerta in orario extra scolastico, con una attenzione significativa allo sport. Nel solco di questa esperienza, a gennaio, abbiamo lanciato un piano in 10 azioni attraverso una serie di bandi che consentiranno di qualificare ulteriormente l’offerta formativa, per una scuola sempre più aperta, anche in orari diversi da quelli abituali, innovativa, inclusiva. Una scuola sempre più capace di rispondere alle sfide educative presenti e future, una scuola davvero di tutte e tutti, strumento di mobilità sociale e spazio di innovazione”.

“Questo  significativo intervento ministeriale porta notevoli vantaggi all’intera comunità scolastica calabrese, accogliendo le esigenze reali di tanti adolescenti  e delle loro famiglie. – aggiunge con soddisfazione il Direttore Generale dell’USR Calabria Diego Bouchè – Il potenziamento  dell’offerta formativa con attività  pomeridiane, in moltissime scuole della Calabria, darà la possibilità ai nostri giovani di coniugare l’aspetto formativo, educativo, sociale e ricreativo, per  vivere a pieno il tempo scolastico, con esperienze diversificate, fondamentali per i processi di crescita”.

Roma, 28 giugno 2017

 

La graduatoria:

http://www.istruzione.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/0d2a648b-8ccf-4d26-9a1a-beb1b8a2eb18/prot26418_17.zip

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Ventricelli (PD): “Scuola al centro”, in Puglia 23 milioni di euro per 569 istituti

Orizzontescuola - 28 giugno, 2017 - 19:48
Più sport, musica, laboratori di lingue, teatro, innovazione digitale, per un totale di oltre 1 milione di ore di attività aggiuntive da svolgere in orario extra scolastico, di pomeriggio. Soltanto per alcune città italiane (Milano, Roma, Napoli, Palermo) alcuni progetti si svolgeranno nel periodo estivo. “La Puglia, con 569 scuole che riceveranno oltre 23 milioni di euro, si classifica al terzo posto per numero di istituti ammessi; nella sola provincia di Bari ben 172 scuole beneficeranno dei finanziamenti per 7 milioni di euro”, sottolinea l’on. Ventricelli, deputata del PD. “Si tratta di un’iniziativa molto innovativa – aggiunge – con un’altissima adesione da parte degli istituti di ogni ordine e grado. Sono stati privilegiati gli ambiti del potenziamento delle competenze di base, dell’educazione motoria e dello sport a cui si aggiungono teatro, arte, scrittura creativa, potenziamento della lingua straniera, innovazione didattica e digitale, musica. Anche nel territorio della Murgia (Altamura, Gravina, Santeramo, Cassano, ecc.) sono stati finanziati numerosi progetti che daranno a studenti e studentesse ulteriori stimoli per fare sport e apprendere”.

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Pubblicata la circolare MIUR sui comandi del personale docente e dirigente a.s. 2017/2018

Orizzontescuola - 28 giugno, 2017 - 19:31

La circolare illustra le modalità di assegnazione dei comandi e specifica che le ultime due tipologie di comandi implicano il collocamento fuori ruolo.

Le domande vanno presentate al MIUR entro le ore 23,59 del 10 luglio 2017.

nota miur

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