NOTIZIE SCUOLA

Precariato, stipendi, ATA, Dirigenti, Fioramonti: risposta entro 3 giorni. Snals: PAS partano con percorsi velocizzati

Orizzontescuola - 1 min 44 sec fa

Ne parliamo con Elvira Serafini segretario generale dello Snals, soddisfatta per l’incontro, seppure ancora di tipo interlocutorio.

Lo Snals ha avuto la possibilità di esporre in maniera dettagliata le problematiche, da quelle del personale ATA e docente, a quelle dei Dirigenti Scolastici che ancora mancano, a quelle dei DSGA.

Lo Snals ha richiamato l’attenzione sulla prossima Legge di Bilancio, per la quale il sindacato chiede fondi appositi per il rinnovo del contratto.

Attenzione particolare va data – prosegue la Serafini  – all’elevato numero di docenti che mancano in cattedra. La scuola è comunque partita, e i precari danno il loro contributo per la qualità dell’offerta didattica.

Per quanto riguarda nello specifico le misure per il Precariato, è stato illustrato il contenuto dell’accordo già sottoscritto a giugno 2019 dai sindacati, e in particolare lo Snals ha chiesto che partano i PAS con percorsi velocizzati.

Percorsi velocizzati non significa abbassamento della qualità, precisa  il Segretario generale, “chiediamo una scuola efficiente, è la garanzia è data dai docenti che hanno già prestato servizio per più anni”.

Lo Snals chiede che i primi risultati della procedura siano tangibili già a settembre 2020.

Il Ministro – conclude Elvira Serafini  – ci ha ascoltati, e si riserva di lavorare su questi punti,  con una possibile risposta già tra due – tre giorni. A tal proposito ci sarà un nuovo incontro.

Lo Snals si dichiara soddisfatto per la disponibilità e l’apertura dimostrata dal Ministro in questo primo confronto, che è stato importante per riallacciare un discorso importante per la scuola.

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L’insegnamento? E’ una professione né vocazione né volontariato. Lettera

Orizzontescuola - 25 min 34 sec fa

Deve essere stroncato per sempre questo leitmotiv di considerare gli insegnanti come dei volontari che svolgono un lavoro abbastanza delicato ed impegnativo.

La professione docente è uguale alle altre e deve essere retribuita come tutte le altre professioni. E finiamola di considerarla come una cenerentola della P.A. perché la scuola ha un delicatissimo compito sulle spalle che è quello di formare e nello stesso tempo di coeducare le nuove generazioni che ormai hanno definitivamente perso la bussola dell’educazione.

Ormai alla scuola viene delegato tutto: i docenti devono nello stesso tempo onniscenti ed onnipresenti e, se serve, avere anche il dono della bilocazione, ossia essere presenti contemporaneamente a scuola nelle classi e a casa dove devono sostituirsi ai genitori il cui mestiere di educare i figli lo hanno dimenticato da tempo o non lo hanno mai svolto perché non lo conoscono affatto.

In occasione dell’apertura del nuovo anno scolastico, durante la trasmissione “Tutti a scuola” sono state pronunciate tante bellissime parole, sono stati fatti tanti bellissimi propositi e il mondo della scuola è stato tratteggiato come un pianeta fantastico: Si è ribadito di dare maggiore sostegno ai docenti dal punto di vista economico, si è ribadito sulla difficoltà della professione nella società di oggi, insomma si sono pronunciate parole sperticate. Ma questi bei propositi usciti dalla bocca del neo Ministro dell’Istruzione Fioramonti e dalla acutezza e saggezza del Presidente della Repubblica, Mattarella, vorremmo che si avverassero subito e che non restassero parole di circostanza dette per l’occasione.

La classe docente è stanca, nauseata dei continui bla bla e attende solo una cosa: dalle belle parole si passi in fretta ai fatti concreti.

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Fioramonti, Maturità 2020: test Invalsi rimane non obbligatorio, le tre buste “vediamo”

Orizzontescuola - 38 min 1 sec fa

Introdotta dall’a.s. 2018/19, la nuova Maturità prevede tre prove (prima prova Italiano, seconda prova materie professionalizzanti e terza prova Colloquio orale).

La riforma – avviata dalla Fedeli e poi portata a termine da Bussetti – ha eliminato la terza prova, il cosiddetto “quizzone”,  e la tesina multidisciplinare.

Il Colloquio prende avvio invece dalla scelta di un argomento contenuto in una delle tre buste che la Commissione predispone per ogni candidato e da lì avvia il suo percorso che dovrà snodarsi attraverso i collegamenti con le varie discipline. Un’idea, quella delle tre buste, che il precedente Ministro Bussetti ha rivendicato come originale, pensata per offrire degli spunti ai candidati.

Non cambierà dunque la nuova impostazione della prova di Italiano (7 tracce), la seconda prova mista.

Non verrà modificata l’attribuzione dei crediti del triennio scolastico.

Non verranno modificate le modalità di composizione delle commissioni (tre docenti esterni, tre interni).

Sull’obbligatorietà dello svolgimento del test Invalsi per l’ammissione all’esame il Ministro ha invece dichiarato in una recente intervista al Corriere:  “È utile ma non deve essere requisito di ammissione alla maturità. L’anno scorso non era obbligatorio e l’hanno fatto praticamente tutti, credo che se fosse obbligatorio avremmo l’effetto di spaventare insegnanti e studenti

Ricordiamo che lo scorso anno è stata del 95,9% la percentuale di partecipazione degli studenti di V anno della scuola secondaria II grado a livello nazionale.

E sulle buste il Ministro nicchia “Vediamo”

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“Firenze Fotografia d’Architettura 2019”, Indire aderisce il 18 e 24 ottobre

Orizzontescuola - 55 min 4 sec fa

Indire partecipa con due visite (18 e 24 ottobre) dal titolo “La scuola in fotografia. L’edilizia scolastica in Italia (XIX-XX secolo)”, a cura della prima ricercatrice e responsabile dell’Archivio Storico Indire Pamela Giorgi e Irene Zoppi, collaboratrice dell’Archivio storico Indire.

La visita aprirà le porte dell’archivio storico e della biblioteca e illustrerà il Fondo fotografico INDIRE, oggi costituito da oltre 14mila fotografie, che abbracciano vari temi della didattica, tra cui fotografie di architetture e ambienti scolastici. Si tratta di una delle più importanti collezioni fotografiche relative alla storia della scuola e dei sistemi educativi presenti in Italia, sia per la qualità dei materiali, sia per la specificità dei soggetti rappresentati, un unicum nel suo genere, poiché comprende un vasto ambito cronologico (dalla fine del XIX secolo fino alla metà degli anni Sessanta del XX) e geografico (l’intero territorio nazionale).

Il nucleo originario del Fondo fotografico Indire, risale alla Mostra Didattica Nazionale di Firenze del 1925 e si compone di fotografie sciolte e album fotografici di vario formato, realizzati sia dalle varie scuole italiane che li inviarono a Firenze sia, successivamente, dal Centro Didattico Nazionale per l’esposizione museale nella rinnovata sede (1941) in Palazzo Gerini. Qui le sale, con arredi appositamente ideati da Giovanni Michelucci, ospitavano materiale didattico e aree per la consultazione del patrimonio documentale e bibliografico.

Gli orari delle visite guidate gratuite, su prenotazione (max 20 persone) si terranno in Palazzo Gerini, sede dell’Indire, in via M. Buonarroti,10 – Firenze, nei seguenti orari:

18 ottobre, ore 10 – Prenotazione esclusivamente al link http://tiny.cc/18ottobre

24 ottobre, ore 14 – Prenotazione esclusivamente al link: http://tiny.cc/24ottobre

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Concorsi ordinari docenti, assunzioni oltre il 10% e proroga GM 2016. Lettera

Orizzontescuola - 1 ora 3 min fa

Ricordiamo a chi sostiene ciò che è stato scritto nella suddetta lettera che la legge di Bilancio 2018 approvata dal Parlamento in via definitiva il 23 dicembre (GU serie generale n.302 del 29/12/2017 – suppl. ordinario n.62) sancisce ai commi 603-604 due importanti modifiche alle procedure dei concorsi ordinari del personale docente.

I commi 603-604 intervengono in materia di graduatorie dei concorsi per l’insegnamento nelle scuole. In particolar modo con il comma 604 si introduce una deroga alla norma che prevedeva la costituzione delle graduatorie di merito con un numero di aspiranti pari ai posti messi a concorso incrementati del 10%: pertanto, nel periodo di vigenza delle graduatorie, è possibile assumere anche oltre il 10% dei candidati che abbiano superato positivamente tutte le prove. In questo modo si generalizza, anche per la scuola primaria e dell’infanzia, la deroga introdotta per la sola scuola secondaria dal Dlgs. 59/17. PERMANE DUNQUE IL DIRITTO ALL’ASSUNZIONE DEI VINC I TORI.

Rimaniamo dunque basiti ed increduli nel leggere determinate proposte che vanno non solo contro ciò che la legge ha stabilito ma anche contro il buon senso.

I docenti precari delle GM 2016 – MDM Movimento Docenti Motivati e in Formazione Continua

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Sasso (Lega): bene dirigente che ha vietato ingresso ad alunno con treccine

Orizzontescuola - 1 ora 7 min fa

Evidentemente non proprio un aspetto opportuno, in un luogo di formazione.

Fare rispettare le regole, fare rispettare il patto di corresponsabilità tra scuola e famiglia, questo ha fatto la Dirigente.
E ci è riuscita, visto che il ragazzo ha capito la lezione e dopo un giorno si è adeguato e si è tagliato le trecce.
Qui la libertà personale non è in discussione, caro Sottosegretario, si ravveda.

Se lo lasci dire da chi la scuola l’ha vissuta avendoci lavorato e non da sottosegretario: faccia una telefonata alla Preside di Scampia, si scusi e la ringrazi.

Io la chiamerò oggi stesso e la ringrazierò per aver fatto crescere quel ragazzo.

Studente con treccine, domani le taglierà e rientrerà in classe. Preside: segno di maturità

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Quando in pensione con 42 anni di contributi

Orizzontescuola - 1 ora 25 min fa

Buongiorno, sono un dirigente scolastico. Ho 63 anni compiuti il 16 maggio e 42 anni di contribuzione al 31 agosto 2019. Quando potrò andare in pensione?

Grazie. Avrebbe potuto accedere al pensionamento già il 1 settembre 2019 con la quota 100 essendo in possesso dei requisiti necessari per la misura che sono di minimo 62 anni di età con almeno il versamento di 38 anni di contributi. Non avendo, come presumo, presentato domanda di pensionamento nei tempi stabiliti dal MIUR, dovrà attendere la prossima finestra di uscita il 1 settembre 2020. Dovrà presentare domanda di cessazione dal servizio entro i termini stabiliti dal MIUR (solitamente dicembre di ogni anno) per poter accedere al pensionamento dal 1 settembre 2020. Il prossimo anno, in ogni caso, potrà accedere alla quiescenza sia con quota 100 che con la pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi.

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Assunzioni docenti 2019, coperto solo il 50% dei posti. [Tabella per regione]

Orizzontescuola - 1 ora 26 min fa

La regione con il numero più alto di assunzioni (e dunque rapporto tra posti vuoti e docenti in graduatoria) è la Campania mentre il record di posti vuoti spetta al Piemonte (43%).

E’ chiaro che il meccanismo del reclutamento non funziona, se un numero così elevato di posti continua a rimanere vuoto per il secondo anno consecutivo.

Il numero delle nomine acquisite a SIDI è 33.626. I posti vacanti sono complessivamente 59. 321, di cui 784 in esubero

Il dettaglio

infanzia

primaria

secondaria II grado

secondaria I grado

 

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Anno di prova, ambiente online apre a novembre. Attività e dossier finale

Orizzontescuola - 1 ora 27 min fa
Il percorso

Il percorso formativo, per i docenti neoassunti e con passaggio di ruolo, è articolato in:

  1.  incontri propedeutici e di restituzione finale;
  2. laboratori formativi e/o visite in scuole innovative;
  3. “peer to peer “;
  4. formazione on-line.

Le attività hanno una durata complessiva di 50 ore.

Nella nota 2019/20, come in quella dello scorso anno scolastico, il Miur non ha indicato le ore destinate alle singole attività, tuttavia ci può rifare alla nota 36167 del 5/11/2015.  Sulla base di tale nota, le ore destinate alle singole attività sono le seguenti:

  • bilancio iniziale delle competenze – 3 ore
  • incontro propedeutico – 3 ore
  • laboratori formativi e/o visite in scuole innovative – 12 ore
  • attività di peer to peer – 12 ore
  • formazione on-line – 14 ore
  • bilancio finale delle competenze – 3 ore
  •  incontro di restituzione finale – 3 ore
Attività online

L’ambiente on-line Indire sarà disponibile entro il mese di novembre 2019.

Alle attività online, come sopra riportato e secondo la nota del 2015, sono destinate 14 ore, cui aggiungere le ore per i bilanci di competenze iniziale e finale (per un totale di 20 ore, come leggiamo anche nelle faq dello scorso anno scolastico).

Nell’ambiente online gli interessati devono svolgere quelle attività che condurranno alla costruzione del dossier finale, contenente:

  • il portfolio completo (contenente il curriculum formativo e le due attività didattiche (senza gli allegati inseriti dal docente);
  • il bilancio delle competenze iniziale;
  • il bilancio delle competenze finale;
  • i documenti di progettazione delle attività didattiche;
  • le pagine multimediali di presentazione delle attività didattiche realizzate.

Sempre online si devono svolgere dei questionari che servono all’Indire per monitorare l’efficacia e la valenza del percorso formativo, ma che non sono oggetto di valutazione.

NB: le attività sopra riportate resteranno le stesse, tuttavia, saranno oggetto di alcune variazioni e semplificazioni di carattere editoriale e si introdurranno migliori collegamenti tra le varie parti del portfolio e le attività in presenza, come riferito dal Miur nella nota 2019/20.

Anno prova neoimmessi 19/20: laboratori, attività online, visiting, ruolo tutor e dirigente. Nota Miur [ANTEPRIMA]

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Inaugurazione anno scolastico, UCIIM: inclusione e accoglienza filo conduttore messaggi Fioramonti e Mattarella

Orizzontescuola - 1 ora 46 min fa

L’Uciim, che da più di 75 anni, in quanto associazione professionale di docenti, dirigenti, formatori ed educatori della scuola, rappresenta una fucina di idee e proposte innovative e avanguardistiche, frutto di continua e approfondita sperimentazione pedagogico-didattica, non poteva mancare come ogni anno alla Manifestazione, con una delegazione rappresentativa di Dirigenti e Docenti: la Dott.ssa Chiara Di Prima, Dirigente Scolastico e Presidente Regionale dell’Uciim Sicilia, la Prof.ssa Tiziana Termini, docente utilizzata e Segretaria Regionale Uciim Sicilia, le Dirigenti Scolastiche Dott.ssa Patrizia Roccamatisi, dell’I.C.S. “Margherita di Navarra” di Pioppo-Monreale, la Dott.ssa Chiara Gibilaro del Liceo “Santi Savarino” di Partinico, la Dott.ssa Marialuisa Lagani dell’I.C.S. “Sabatini-Borgia” di Catanzaro, la Dott.ssa Annalisa Stancanelli dell’I.C. “Verga” di Siracusa, la Dott.ssa Stefania Stancanelli della D.D. “De Amicis” di Avola, la Dott.ssa Pasquina Loviglio del V Circolo “S. Francesco d’Assisi”di Altamura, la Dott.ssa Rita Elia dell’IIS “Vittorio Emanuele II” di Catanzaro, la Dott.ssa Maria Luisa Simanella del II Circolo Didattico “Ruggero Settimo” di Castelvetrano.

Oltre al momento festoso, in cui gli studenti delle scuole presenti hanno condiviso alcuni lavori realizzati sui temi delle Pari opportunità e della Cittadinanza attiva, il pomeriggio è stato impreziosito dai messaggi di indirizzo del neo Ministro Fioramonti e del Presidente Mattarella, aventi un filo conduttore comune: il carattere accogliente ed inclusivo che deve connotare le nostre comunità scolastiche, come sancito dalla Carta Costituzionale, e la necessità di implementare il diritto allo studio di ciascuna persona, in quanto garanzia di sviluppo delle competenze sociali e opportunità di successo per il futuro.

“La scuola è una speranza per il futuro di ciascun giovane – afferma il Presidente – La nostra società, la nostra amata Italia, ha bisogno di ascolto, di dialogo, di rispetto degli altri, di maggiore fiducia. E la fiducia comincia dalla scuola.”

E ancora il Ministro Fioramonti: “Non uno di meno, diciamo! E ciò vale per gli alunni di origine straniera, membri vitali delle nostre comunità scolastiche”

A partire da questo messaggio, l’Uciim, da sempre impegnata sul versante della promozione dei valori di Cittadinanza e Costituzione, rinnova per il presente e il prossimo futuro l’impegno di tracciare nuove strade a partire dalla formazione dei docenti e dalla sperimentazione di curricoli metodologico-didattici sempre più centrati sulle Competenze di vita e sullo sviluppo armonico dell’alunno-persona, al fine di costruire un modello educativo fondato su un nuovo umanesimo che riporti l’UOMO al centro dell’azione educativa del nostro sistema di istruzione e formazione.

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Frate (M5S) a Fioramonti: pubblicare con urgenza il decreto “Salva-precari”

Orizzontescuola - 2 ore 2 min fa

“Al Ministro – prosegue l’Onorevole Frate – ho formalmente rappresentato l’urgenza di pubblicare il Decreto Salvaprecari. In questi mesi ho sentito tante inesattezze, talvolta vere e proprie accuse, rivolte ai docenti con servizio. Come se fossero degli usurpatori. Niente di più sbagliato e da rispedire con forza al mittente. Qui non si tratta di mettere in discussione i diritti acquisiti, ma di dare dignità ai docenti precari con servizio. Ho grande rispetto per tutte le tipologie di docenti e credo che lo stesso rispetto si debba portare nei confronti di coloro che lavorano anche da oltre un decennio senza tutele, senza certezze, senza prospettive per il futuro, garantendo la tenuta del sistema scolastico. E dobbiamo smetterla di parlare di sanatorie.

“Sarebbe un segnale importante – ribadisce Frate – che il Governo approvasse come primo provvedimento una misura che risponde alle esigenze di 55mila lavoratori precari. Una scelta coraggiosa che produrrebbe una positiva risonanza nel paese. Il Decreto è frutto di una concertazione sindacale che ha unito diverse Organizzazioni, siglato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ed emanato dal Governo di cui il M5S era forza di Maggioranza. Qualsiasi ripensamento su PAS e concorso straordinario non solo ne snaturerebbe il contenuto peggiorandolo, ma smentirebbe politicamente noi stessi. Un errore fatale.

“Il Salvaprecari può essere il punto di partenza per una discussione che coinvolga anche altre categorie di docenti. Penso al dramma dei diplomati magistrali, che rischiano il licenziamento di massa a causa di sentenze negative sul riconoscimento del titolo abilitante e che non hanno potuto partecipare al concorso straordinario varato dal D.L. Dignità per requisiti troppo stringenti.

“Confido nella capacità del Ministro Fioramonti- conclude Frate – di perseguire le sue idee, con determinazione e tenacia, trovando con le altre forze politiche del nuovo Esecutivo la giusta intesa. Partendo dalla stabilizzazione dei precari senza dimenticare temi altrettanto complessi come quello dei docenti Ingabbiati, che desiderano abilitarsi in altra materia, oppure la necessità di rivedere il diniego di aggiornamento delle graduatorie di istituto varato dall’ex Ministro Fedeli. La scuola va ripensata profondamente, fin dentro le sue fondamenta, partendo dai docenti. Se non ridaremo loro la giusta dignità, la stabilizzazione lavorativa ed una adeguata valorizzazione professionale non potremo mai avere un sistema scolastico di qualità”.

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Sessione straordinaria esami di Stato 2018/19, oggi prima prova. Il calendario

Orizzontescuola - 2 ore 10 min fa
Prima prima prova

Nella mattinata di oggi si è svolta la prima prova scritta della sessione straordinaria degli esami di Stato 2018/19.

La prima prova, com’è noto, è quella di italiano, che prevede 7 tracce: due per la tipologia A (Analisi e interpretazione di un testo letterario italiano), tre per la tipologia B (Analisi e produzione di un testo argomentativo) e due per la tipologia C (Riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità)

Calendario

La sessione straordinaria, come già riferito, proseguirà secondo il seguente calendario:

– seconda prova scritta: venerdì 20 settembre 2019, con eventuale prosecuzione nei giorni successivi per gli indirizzi nei quali detta prova si svolge in più giorni, secondo i tempi e le modalità fissati per la sessione ordinaria;

– terza prova scritta prevista per gli specifici indirizzi di studio: martedì 24 settembre 2019;

– inizio dei colloqui: dopo la correzione e. la valutazione degli elaborati delle prove scritte e  pubblicazione degli esiti degli scritti.

Per i candidati che non devono sostenere la prima prova scritta, la seconda prova scritta e la eventuale terza prova scritta prevista per gli specifici indirizzi di studio si svolgono il 20 settembre 2019 (seconda prova) e il 24 settembre 2019 (terza prova).

Per i candidati che non devono sostenere le prime due prove scritte, la eventuale terza prova scritta prevista per gli specifici indirizzi di studio si svolge il 24 settembre  2019.

Per i candidati che non devono sostenere alcuna prova scritta, il colloquio si svolge mercoledì 18 settembre 2019.

Commissioni

Le commissioni, nella stessa composizione in cui hanno operato nella sessione ordinaria, si  insediano lunedì 16 settembre 2019 presso gli istituti ove sono presenti candidati che hanno chiesto di sostenere gli esami nella sessione straordinaria.

DM 670_2019

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Insegnamenti futuro: programmi ibridi. Matematica contaminerà filosofia

Orizzontescuola - 2 ore 29 min fa

Dopo alcuni anni di gestione dell’ateneo, Verona torna in cattedra a insegnare Economia e gestione delle imprese,”la sua vera vocazione”.
Nell’intervista il rettore spiega gli aspetti che non vanno nell’università italiana, il cui problema principale sarebbe la mancanza degli investimenti, e indica come modello quello anglosassone per flessibilità e differenziazione.

Gianmario Verona si sofferma poi sui metodi didattici e l’innovazione dei contenuti: “Nelle nostre scuole e università abbiamo una buona preparazione culturale ma siamo ancora distanti dal mondo del lavoro. Dobbiamo introdurre nella scuola più matematica, più digitale, e potenziare la logica. Servono programmi ibridi che permettano di contaminare, per esempio, un percorso di matematica con la filosofia secondo il modello anglosassone dei major e minor. I metodi didattici infine vanno adattati a quello che oggi ci permette di fare il digitale”.

Se aiutiamo gli studenti offrendo loro percorsi che permettano di raggiungere una competenza molto verticale ma allo stesso tempo incardinata in un visione più ampia, aumentiamo la loro competitività sul mercato del lavoro. Quindi partiamo con più matematica al classico e più filosofia allo scientifico: pane quotidiano di qualsiasi grande azienda” conclude il rettore.

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Ministro, insegnamento non è volontariato: i professionisti si pagano. Lettera

Orizzontescuola - 3 ore 9 min fa

L’intensificazione lavorativa deve essere retribuita. La parola volontariato lasciamola fuori dalla scuola. Noi siamo dei professionisti e i professionisti si pagano!

“L’istruzione e l’educazione, dalle scuole dell’infanzia alle scuole superiori, dovrebbero essere argomenti di interesse condivisi, scambio di idee, discussioni continue come migliorare la cultura dei nostri figli, invece si parla spesso di volontariato, di “mission” degli insegnanti, quasi a giustificare le loro basse retribuzioni.

Per far crescere gli studenti nelle scuole di Stato, che è il luogo dove trascorrono una parte importante della giornata, ci vogliono gli insegnanti, che sono i veri professionisti di cultura e comunicazione.

La motivazione è parte della professionalità. L’insegnamento è un diritto costituzionale come lo è l’istruzione.

La scuola è un supporto fondamentale dato anche ai genitori, perché il suo personale è formato proprio per avere a che fare con ragazzi di ogni età. E se madre e padre in un certo senso ci si improvvisa, insegnanti no, perché loro devono avere sensibilità, conoscenze e competenze.

La scuola pubblica laica statale ha l’obbligo di garantire la crescita degli studenti con un percorso didattico e umano costante e la società nel suo complesso ha il dovere di prestare attenzione continua alla scuola.

Basta parlare di volontariato perché la professione degli insegnanti non si compra tramite un viaggio in Bulgaria e con in tasca 10 mila euro né con un certificato fasullo rilasciato da una scuola paritaria nella quale non ha mai insegnato o addirittura il posto a tempo indeterminato con una promessa politica in cambio di consensi elettorali.

La professione dell’insegnante nasce con il titolo di studio acquisito dopo anni di studio, con diversi anni di insegnamento e dopo aver superato un concorso pubblico come stabilito dalla Costituzione italiana all’articolo 97.

La Legge 107/2015 ha orientato la scuola italiana in un sistema pubblico-privato.

Nel 2017, i decreti attuativi della riforma voluta da Renzi (la buona scuola) hanno di fatto trasformato la scuola statale in un centro neoliberista dove la cultura viene certificata dall’Invalsi ma non per i disabili, l’alternanza scuola lavoro dove diventa importante friggere le patatine e fare le fotocopie.
Dove si dà più importanza alla scuola d’infanzia privata che a quella statale. Aumentano i contributi alle scuole confessionali e private.

Un sistema scolastico di tipo aziendalistico che allontanerà sempre più, i nostri giovani dalla cultura e dalla conoscenza e li trasformerà in manipolatori dell’immaginario collettivo, in spacciatori di false promesse, in venditori di un futuro impossibile, in agenti senza scrupoli del consumismo universale, in yesman, in comici da due soldi, in programmatori televisivi, in politici ladri, in speculatori, in mafiosi sanguisughe della società.

Sarà questa la futura classe dirigente di questa Nazione?

Noi, insegnanti della scuola pubblica laica statale italiana dobbiamo combattere chi vuole trasformare i nostri figli in studenti vuoti e spaesati, poveri di cultura, senza pensiero critico e senza capacità di parola adeguata per confrontarci con il resto del mondo.

Caro ministro Lorenzo Fioramonti, lei ha scritto che non vuole cancellare la legge 107/2015, che vuole mantenere l’impianto della “buona scuola”. Tutto questo fa male a noi insegnanti!

Un consiglio ministro, viva la scuola, “respiri” tra le aule dei nostri istituti, dialoghi con gli insegnanti, con gli studenti, parli con il personale delle segreterie, con i tecnici, con i collaboratori scolastici. Rimarrà stupito dalla loro passione, dalla loro capacità di risolvere quotidianamente i problemi dei propri studenti, non solo didattici.

Noi la passione ce l’abbiamo, non abbiamo i soldi per arrivare a fine mese, alla cassa del supermercato non paghiamo con la carta di credito con scritto “mission illimitata”.

Non segua le orme dei suoi predecessori che di danni ne hanno fatto anche troppi.

Svolti verso la via dell’istruzione statale e abbandoni quella che porta alle scuole confessionali e private.

Buon inizio scolastico anche a lei Ministro.

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Educazione civica: 4.800 euro annui per i coordinatori? La proposta

Orizzontescuola - 3 ore 20 min fa

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, l’11 settembre, ha espresso parere negativo sull’avvio dell’insegnamento dell’Educazione civica per questo anno scolastico.

Tuttavia, il Coordinamento nazionale dei docenti della disciplina “Diritti umani” ha colto come “un’opportunità” l’insegnamento dell’Educazione civica per la ridefinizione e l’incremento delle retribuzioni dei docenti presenti nelle scuole di ogni ordine e grado.

In particolare il Coordinamento in un comunicato dichiara: “Nonostante il parere negativo espresso dal CSPI (Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione) in merito all’introduzione dell’Educazione civica per l’a.s. in corso, non si esclude la possibilità di sperimentazione nell’ambito delle attività di potenziamento o la possibilità di contrattazione a livello di istituto. A tal proposito è essenziale agire tempestivamente onde avviare le procedure di negoziazione sulla base della contrattazione d’istituto“.

La proposta

Allegato al comunicato è presente un modulo attraverso cui “è possibile richiedere un aumento di stipendio in funzione delle attività di coordinamento connesse alla disciplina dell’Educazione civica“.

Le cifre riportate sono:

  • 2.600 euro per il conferimento dell’incarico;
  • 1.200 per rimborso di spese documentate
  • 1.000 euro sulla base della relazione annuale previo motivato parere dalle associazioni che hanno promosso in sede parlamentare l’inserimento della disciplina “Educazione Civica” e del Dirigente Scolastico.

Per un totale quindi di 4.800 euro annui per coloro che svolgono l’attività di coordinatore dell’Educazione civica.

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Compiti durante le vacanze: soltanto il 42% degli studenti li ha conclusi

Orizzontescuola - 4 ore 2 min fa

Quasi tutti gli studenti sono rientrati tra i banchi in questi giorni e rispetto allo scorso anno, stando al sondaggio di Skuola.net, un numero maggiore di loro ha trovato il tempo durante le vacanze di svolgere i compiti.

Il 42% degli studenti considerati dalla ricerca ha concluso tutti i compiti, il 36% non li ha completati, per tutti gli altri compiti non pervenuti.

Dati in aumento rispetto a inizio settembre quando soltanto il 25% li aveva completati. Gli alunni che durante le vacanze si sono impegnati di più sono quelli delle medie: ben il 62% ha svolto infatti gli esercizi assegnati.

Ma quando sono stati svolti i compiti? La maggior parte degli studenti si è ridotta all’ultimo minuto per farli, anche se, sempre secondo il sondaggio, quasi la metà li ha svolti tra luglio e agosto.  Solo il 30% afferma poi di aver impegnato per lo studio più di un mese del periodo estivo.

Il motivo che spinge i ragazzi a svolgere i compiti sarebbe in ogni caso il sentirsi costretti a farli, anche perché per alcuni c’è il voto da parte del docente.

Il 40% degli intervistati è dovuto rimanere a casa per studiare e questo ha causato anche qualche disagio per le famiglie.
La domanda che in tanti si pongono è però se questi compiti delle vacanze sono davvero utili. Per la maggior parte degli intervistati (54%) sono utili. Il 65% ammette invece di non aver voluto pensare alla scuola durante l’estate.

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Ricostruzione di carriera: nel computo inclusi i giorni di sciopero

Orizzontescuola - 4 ore 43 min fa

L’Adunanza plenaria della Corte dei Conti ha stabilito che per la ricostruzione di carriera i giorni di sciopero vengano inclusi nel computo.  E’ il risultato ottenuto da un istituto comprensivo veronese, che si era opposto ai rilievi effettuati dalla Ragioneria Territoriale dello Stato.

Il fatto

A un’insegnante non era stato riconosciuto per la ricostruzione di carriera un anno di servizio perché gli scrutini finali erano stati fatti in parte entro l’ultimo giorno di lezione ed in parte nei giorni successivi e non contigui alla fine delle lezioni e i giorni di sciopero. Così, una assistente amministrativa facente funzioni Dsga ha richiesto il riesame alla Corte dei Conti di Veneto, la quale ha demandato la decisione all’Adunanza Generale a Roma.

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Card. Bassetti: Italia fanalino di coda Ue per stipendi docenti

Orizzontescuola - 5 ore 23 min fa

Siamo il fanalino di coda dell’Europa anche nella retribuzione degli insegnanti, lo dico con forza. Dobbiamo comprendere le difficoltà in cui ora si trova la scuola” afferma il presidente della Conferenza episcopale italiana nel suo intervento a Giù le mani dalla scuola, in onda domani alle 21:05, dove interverranno anche l’editorialista del Corriere della sera Ferruccio De Bortoli, la scrittrice Michela Murgia, il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti, la psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, il fondatore di Skuola.net Daniele Grassucci, il preside della scuola professionale Elis di Roma Pierluigi Bartolomei, l’attore Giulio Scarpati e la senatrice a vita Liliana Segre.

In questo totale cambiamento d’epoca i ragazzi sono molto più fragili perché si sono indebolite le relazioni famigliari. Si è anche impoverito il rapporto relazionale tra i ragazzi. Una volta andavano tutti a giocare in cortile, ora tutti stanno dietro il proprio schermo digitale. Preoccupa inoltre questa esplosione di violenza nelle scuole. I ragazzi sono spesso aggressivi verso i compagni e persino verso i professori e i presidi – sottolinea preoccupato Bassetti – La scuola rappresenta una delle realtà fondamentali della vita“.

Liliana Segre si sofferma poi sul tema del bullismo e dell’odio sempre più presente a scuola: “Il clima di odio lo ritroviamo a scuola con il proliferare dei bulli che devono essere profondamente aiutati perché sono i più deboli della classe anche se credono di essere i più forti“.

Stipendi, quanto guadagnano gli insegnanti italiani? Dati OCSE

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Spezzoni pari o inferiori alle 6 ore: quali criteri adottare se ci sono più richieste?

Orizzontescuola - 5 ore 46 min fa

Isabella scrive

Salve, volevo porvi un quesito abbastanza urgente a cui non ho trovato risposta. Sono una docente in ruolo (dopo abilitazione SSIS e concorso vinto nel 2013) su A045. Nella scuola in cui sono in assegnazione provvisoria su A046 (seconda abilitazione) c’è uno spezzone di 5h su A045, sempre vacante perché unica disponibilità nella scuola, per cui non esiste la relativa graduatoria interna d’istituto.  Per le ore eccedenti la richiesta è stata fatta da me e da due insegnanti di sostegno di ruolo interni all’istituto. A chi spettano le 5h? In attesa urgente di una vostra risposta si inviano cordiali saluti

Ordine di attribuzione delle ore

dopo le operazioni di nomina dalle graduatorie ad esaurimento da parte degli UST o delle scuole polo residuano spezzoni pari o inferiori a 6 ore, questi vanno restituiti ai dirigentiscolastici delle singole scuole in cui si verifica la disponibilità, che provvederanno ad attribuirli secondo questo ordine:

  1. Ai docenti con contratto a tempo determinato avente titolo al completamento dell’orario in servizio nella scuola medesima, forniti di specifica abilitazione per l’insegnamento di cui trattasi;
  2. Ai docenti con contratto a tempo indeterminato in servizio nella scuola medesima, forniti di specifica abilitazione per l’insegnamento di cui trattasi;
  3. Ai docenti con contratto a tempo determinato in servizio nella scuola medesima, forniti di specifica abilitazione per l’insegnamento di cui trattasi.
  4. Solo dopo aver esaurito la terza fase, qualora lo spezzone risulti ancora non assegnato, il dirigente scolastico ricorrerà alle graduatorie di istituto, scorrendole a partire dalla I fascia.
È richiesta l’abilitazione

Il requisito per essere destinatari di tali ore è il possesso dell’abilitazione, non l’essere inseriti in graduatoria (esaurimento/istituto).

Inoltre la norma non specifica che tali ore possano essere assegnate solo se riferite alla stessa classe di concorso insegnata.

Pertanto il diritto del docente ad accettare tali ore si esercita per tutte le classi di concorso per le quali lo stesso è fornito di specifica abilitazione, non per la relativa disciplina insegnata nella scuola in quel determinato anno scolastico.

Es.il docente titolare su posto di sostegno con abilitazione per la classe di concorso per cui devono essere assegnate le ore potrà concorrere nell’assegnazione delle stesse.

Conclusione

Richiamata tutta la procedura in materia c’è da dire che non esiste una risposta data al quesito, proprio perché la normativa che disciplina in modo molto chiaro le modalità di assegnazione delle ore nulla dice invece sui criteri che bisogna adottare quando a concorrere ci possono essere più docenti.

Sarebbe per questo utile ( e sicuramente doveroso per una questione di trasparenza) che i criteri siano adottati a monte, precisati in un regolamento interno o discusse con le RSU, in modo che tutti i docenti siano a conoscenza del come e quando possono concorrere nell’assegnazione delle ore, altrimenti la disposizione rientra nella discrezionalità del DS.

I criteri potrebbero essere diversi, da quello di assegnare le ore al docente che sta insegnando la disciplina per cui esistono quelle ore a disposizione,a a quello di seguire la graduatoria interna di istituto ovvero stabilire chi è il primo docente in graduatoria di tutti quelli che hanno dato disponibilità o, ancora, quello della rotazione in modo da non assegnare le ore sempre allo stesso docente.

In assenza dei criteri io seguirei la graduatoria interna di istituto (da fare al momento rispetto a chi ha dato la disponibilità) che mi pare il criterio più oggettivo, indipendentemente se si è titolari o meno su quella disciplina.

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Orizzontescuola - 5 ore 46 min fa

Isabella scrive

Salve, volevo porvi un quesito abbastanza urgente a cui non ho trovato risposta. Sono una docente in ruolo (dopo abilitazione SSIS e concorso vinto nel 2013) su A045. Nella scuola in cui sono in assegnazione provvisoria su A046 (seconda abilitazione) c’è uno spezzone di 5h su A045, sempre vacante perché unica disponibilità nella scuola, per cui non esiste la relativa graduatoria interna d’istituto.  Per le ore eccedenti la richiesta è stata fatta da me e da due insegnanti di sostegno di ruolo interni all’istituto. A chi spettano le 5h? In attesa urgente di una vostra risposta si inviano cordiali saluti

Ordine di attribuzione delle ore

Dopo le operazioni di nomina dalle graduatorie ad esaurimento da parte degli UST o delle scuole polo residuano spezzoni pari o inferiori a 6 ore, questi vanno restituiti ai dirigenti scolastici delle singole scuole in cui si verifica la disponibilità, che provvederanno ad attribuirli secondo questo ordine:

  1. Ai docenti con contratto a tempo determinato avente titolo al completamento dell’orario in servizio nella scuola medesima, forniti di specifica abilitazione per l’insegnamento di cui trattasi;
  2. Ai docenti con contratto a tempo indeterminato in servizio nella scuola medesima, forniti di specifica abilitazione per l’insegnamento di cui trattasi;
  3. Ai docenti con contratto a tempo determinato in servizio nella scuola medesima, forniti di specifica abilitazione per l’insegnamento di cui trattasi.
  4. Solo dopo aver esaurito la terza fase, qualora lo spezzone risulti ancora non assegnato, il dirigente scolastico ricorrerà alle graduatorie di istituto, scorrendole a partire dalla I fascia.
È richiesta l’abilitazione

Il requisito per essere destinatari di tali ore è il possesso dell’abilitazione, non l’essere inseriti in graduatoria (esaurimento/istituto).

Inoltre la norma non specifica che tali ore possano essere assegnate solo se riferite alla stessa classe di concorso insegnata.

Pertanto il diritto del docente ad accettare tali ore si esercita per tutte le classi di concorso per le quali lo stesso è fornito di specifica abilitazione, non per la relativa disciplina insegnata nella scuola in quel determinato anno scolastico.

Es.il docente titolare su posto di sostegno con abilitazione per la classe di concorso per cui devono essere assegnate le ore potrà concorrere nell’assegnazione delle stesse.

Conclusione

Richiamata tutta la procedura in materia c’è da dire che non esiste una risposta data al quesito, proprio perché la normativa che disciplina in modo molto chiaro le modalità di assegnazione delle ore nulla dice invece sui criteri che bisogna adottare quando a concorrere ci possono essere più docenti.

Sarebbe per questo utile ( e sicuramente doveroso per una questione di trasparenza) che i criteri siano adottati a monte, precisati in un regolamento interno o discusse con le RSU, in modo che tutti i docenti siano a conoscenza del come e quando possono concorrere nell’assegnazione delle ore, altrimenti la disposizione rientra nella discrezionalità del DS.

I criteri potrebbero essere diversi, da quello di assegnare le ore al docente che sta insegnando la disciplina per cui esistono quelle ore a disposizione, a quello di seguire la graduatoria interna di istituto ovvero stabilire chi è il primo docente in graduatoria di tutti quelli che hanno dato disponibilità o, ancora, quello della rotazione in modo da non assegnare le ore sempre allo stesso docente.

In assenza dei criteri io seguirei la graduatoria interna di istituto (da fare al momento rispetto a chi ha dato la disponibilità) che mi pare il criterio più oggettivo, indipendentemente se si è titolari o meno su quella disciplina.

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