Piano dell’Offerta Formativa 
(dal “Regolamento sull’autonomia delle istituzioni scolastiche” D.P.R. n. 275/1999)

(Per scaricare il file integrale in formato zip clicca qui)

che cos’è? “… è il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni
 scolastiche…”(art. 3)
 
che cosa contiene? “… esplicita la progettazione curricolare, extra curricolare, educativa ed organizzativa …” (art. 3)
“… riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale …” (art. 3)
  
per quali scopi? “… garantire ai soggetti coinvolti il successo formativo, coerentemente con l’esigenza di migliorare
 l’efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento …” (art. 1)

 


I principi ispiratori e i valori

Attività di sostegno alla didattica

Lettura del territorio

Attività di integrazione alla didattica

L'istituzione scolastica e la sua organizzazione

Attività extracurricolari

L’OFFERTA FORMATIVA:

Servizi di supporto alla didattica

Le finalità generali

Le risorse professionali e la loro organizzazione  

Gli indirizzi

La sperimentazione dell'autonomia

La didattica

Verifica e valutazione del piano
La didattica di laboratorio

 

 

  I PRINCIPI ISPIRATORI E I VALORI

“La scuola è una comunità formativa in cui studenti, docenti e genitori collaborano fra loro e si impegnano a realizzare progetti condivisi. L’Istituto Remondini assume a fondamento della propria azione educativa i principi affermati nella Costituzione italiana, in particolare negli artt. 3, 33 e 34.[1]

  Questi principi ispirano l’azione formativa dell’Istituto che vuole soprattutto valorizzare la centralità dello studente inteso come persona che vale, portatore di valori dentro e fuori la scuola. Per questo l’attività dell’insegnamento, centrale fra tutte le attività della scuola, tiene in massima considerazione sia gli aspetti cognitivi che quelli affettivi ed emozionali, cioè l’intera personalità dello studente.

 Da questo punto di vista è essenziale il lavoro dei Consigli di Classe che hanno il compito di creare un clima  positivo improntato sul dialogo, prestando attenzione ai diversi stili di apprendimento e facendosi carico dei processi motivazionali e psicologici dello studente. 

La centralità dello studente e dei suoi bisogni è garantita in modo particolare dalla libertà di insegnamento, risorsa fondamentale dell’azione educativa. Questa libertà va intesa come autonomia nel decidere gli itinerari educativi necessari a raggiungere le finalità proprie del nostro Stato democratico, praticando una concezione d’insegnamento intesa come ruolo pubblico perché guidato dal principio della libertà della scienza, dalla preparazione e coscienza professionale e dalla Costituzione.

 L'istituzione scolastica garantisce, nell'erogazione del servizio, l’assenza di discriminazioni per motivi riguardanti il sesso, l’etnia, la lingua, la religione, le opinioni politiche, le condizioni psicologiche, fisiche e socioeconomiche; si impegna a facilitare i rapporti tra alunni, preside, insegnanti, famiglie e personale e promuove la collaborazione, il rispetto reciproco e lo spirito di tolleranza.

[1] Art. 3 -  Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che [¼] impediscono il pieno sviluppo della persona umana.
Art. 33 - L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
Art. 34 – La scuola è aperta a tutti. 

 

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LETTURA DEL TERRITORIO

 Il contesto socio-economico e culturale

 L'istituto opera in un'area dove il modello di sviluppo basato sulla piccola e media impresa, con il conseguente sviluppo del settore terziario, ha negli ultimi decenni quasi del tutto soppiantato l’economica agricola tradizionale.

Il territorio presenta una struttura sociale che non è riconducibile a rigide divisioni in classi; nelle famiglie sono presenti ruoli lavorativi diversi; è diffusa la piccola proprietà e l’attività autonoma.

 I diplomati dell'Istituto degli anni '60 e '70 non hanno avuto alcuna difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro; in molti casi, infatti, essi provenivano da famiglie che gestivano piccole aziende commerciali e artigiane prevalentemente  a conduzione familiare ed erano impiegati per tenere la contabilità di queste. Nel periodo più recente si sono verificati cambiamenti rapidissimi e si è resa necessaria una specializzazione sempre più diversificata.

 Dal punto di vista delle caratteristiche della popolazione si può notare che essa presenta un indice di vecchiaia più basso della media nazionale, ma la natalità è crollata a livelli minimi. Negli ultimi anni si sono accesi forti flussi immigratori da altri Paesi e ciò ha contribuito ad avviare un confronto culturale e sociale.

Contemporaneamente è cresciuta la scolarizzazione, in particolare femminile, anche nei sistemi formativi più alti, in relazione al consistente aumento della partecipazione delle donne al lavoro.

La crescita economica, l'industrializzazione, la secolarizzazione e il pluralismo religioso hanno prodotto sensibili cambiamenti nell'approccio alla  "religione istituzionalizzata", capillarmente presente nella nostra zona. Si è sviluppato, altresì, il volontariato, rappresentato da moltissime associazioni con finalità socio-assistenziali e/o culturali.

Negli anni '80 la modernizzazione culturale ha camminato di pari passo con la diffusione del benessere economico,  ma essa è connotata più da un adattamento alle esigenze dell'uso di strumenti tecnologicamente avanzati che non da una crescita culturale in senso stretto.

Le famiglie

 La composizione familiare degli utenti dell'Istituto Remondini dal punto di vista delle attività professionali prevalenti sembra rispecchiare la situazione del nostro territorio.

Prevale, infatti , tra i padri, il lavoro dipendente (34,7% operai, 4,2% impiegati, circa l'8% di altri lavoratori dipendenti) ed è presente una consistente percentuale di lavoratori autonomi, anche se in diminuzione rispetto ai dati elaborati nel 1991 e '96 dalla Fondazione Corazzin sul nostro istituto (20% artigiani e commercianti, 6%  imprenditori e liberi professionisti, il 4% altri autonomi ) .Tra le madri prevalgono ancora le casalinghe (56,6%), seguite dalle operaie (11,6%) e dalle impiegate (5%); circa l'8% svolge un lavoro autonomo. 

A tali dati fanno riscontro quelli riguardanti la scolarizzazione, che evidenziano la correlazione tra attività lavorativa dei genitori dei nostri alunni e il livello di istruzione.

In particolare tra i padri il 22.5% possiede il titolo di licenza elementare (35,7%) , il 43.6% possiede la licenza media , il 6.5% è in possesso di un diploma di qualifica ,  il 13.7% di un diploma di maturità (5,7%) e l'1,3% di una laurea. Tra le madri troviamo il 18,7% (42,3%) che è possesso di licenza elementare, il 40,4% di licenza media, il 5% di una qualifica l'8% (3,6) di un diploma di maturità e l'1% di una laurea. 

Tali dati, se confrontati con quelli della ricerca "Sotto la superficie" commissionata alla Fondazione Corrazzin dal nostro istituto, che mette in confronto inchieste svolte nel 1991 e nel 1996 , ci pare confermino la tendenza verso  un prevalere  di famiglie con reddito presumibilmente  medio-basso di lavoratori dipendenti (la percentuale di artigiani, commercianti e imprenditori è in costante calo) con un livello di istruzione che corrisponde sempre di più alla media nazionale riguardo alla fascia di età dei genitori dei nostri alunni. pur mantenendosi un elevato numero di genitori che hanno conseguito solo la licenza elementare.

La ricerca della Fondazione Corazzin , inoltre, ci conferma alcune tendenze, attestate sul piano nazionale, presenti tra i nostri studenti. In particolare si rileva che tra genitori e studenti prevale una convivenza affettiva che diverge sul piano dei valore e pertanto si evidenziano orientamenti sempre più diversi tra le generazioni. Tale difficoltà di comunicazione all'interno delle famiglie e i sempre più frequenti casi di disagio giovanile, legati a particolari situazioni familiari  ( disgregazione familiare, ricchezza diffusa basata spesso sul superlavoro, anche femminile) , pongono dei problemi che non possono essere ignorati nella nostra progettazione educativo-didattica.

 I bisogni formativi del territorio

 In una società caratterizzata da momenti di forte transizione e veloci trasformazioni  del tessuto sociale e delle dinamiche produttive  e dei servizi,  il nostro Istituto ha individuato degli ambiti in cui investire per il futuro:

  • promozione di cultura e di impegno civico che sviluppi una competenza professionale eticamente responsabile e un sapere teorico consapevole del mondo, della società e della cittadinanza;

  • formazione di figure professionali, flessibili e competenti, capaci di adeguarsi ai cambiamenti organizzativi e tecnologici del mondo del lavoro; 

  • utilizzo e valorizzazione delle risorse ambientali del territorio e del paese in generale in un'ottica di promozione turistica;

  • preparazione professionale  mirata alla formazione di competenze nei servizi aziendali e commerciali anche attraverso l'utilizzo delle più moderne tecnologie e delle lingue straniere;

  •  formazione degli operatori in campo sociale, nel quale i problemi posti dall'invecchiamento della popolazione, da situazioni di disagio, dalle trasformazioni  della famiglia,  richiedono sempre nuove capacità progettuali.

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L'ISTITUZIONE SCOLASTICA E LA SUA ORGANIZZAZIONE

 La storia della scuola

 L'Istituto nasce nell'anno scolastico 1961/62, per iniziativa  del Preside della scuola di avviamento "Bellavitis" di Bassano, prof. Umberto Meropiali, con la denominazione "Istituto Professionale Statale per il Commercio", con sede presso la fondazione Colbacchini alla SS. Trinità. 

Le iscrizioni al primo anno avviano una classe per "Applicato/a ai Servizi Amministrativi" (corso biennale dopo la scuola media) ed una classe di "Contabile d'Azienda" (corso triennale dopo la scuola media).Già nell'anno scolastico 1962/63 si aggiunge un terzo corso triennale per "Segretario/a d'Azienda".

Al Preside Meropiali succede nella conduzione della scuola il prof. Quirino Borin e, dall'anno 1964/65 la direzione della scuola passa alla prof.ssa Jole Toselli, titolare di materie tecniche presso 1'Istituto che viene intitolato a Giovanni Antonio REMONDINI[1] 

La frequenza media annuale di questo periodo è di circa 350 alunni, di cui il 20%  maschi. Nel 1965/66, per disposizione ministeriale, le sezioni  "Segretari d'Azienda" e "Contabili d'Azienda" prendono il nome di "Addetti alla Segreteria d'Azienda" e "Addetti alla Contabilità d'Azienda", con alcune innovazioni nei programmi e nei curricula.

Nell'anno 1968/69 si avvia, su richiesta del Collegio dei docenti un corso triennale per "Addetti agli Uffici Turistici", che cesserà di funzionare al termine del primo ciclo, in quanto i programmi (allora molto rigidi) non furono ritenuti validi per l’inserimento in quel settore lavorativo, a quell'epoca assai limitato.

Nel 1970/71 1'Istituto ottiene l’autorizzazione per un biennio post-qualifica che consente agli studenti di conseguire il diploma di "Perito Aziendale Corrispondente in Lingue Estere", valido per l'iscrizione a qualsiasi facoltà universitaria.

Nel 1973/74 l’Istituto si sposta nella sua sede definitiva in Via Travettore.

Successivamente, per disposizione ministeriale, i corsi post-qualifica nati nel ‘70 vengono sostituiti dal corso per "Segretari di Amministrazione" prima e dal corso per "Analisti Contabili" poi, con l’utilizzo delle prime macchine contabili 

Nell'anno scolastico 1987/88 gli alunni sono circa 700; la Preside Toselli lascia la scuola, che ha diretto per 24 anni.

Nel 1988/89 preside dell'Istituto diventa il prof. Rosario Drago e nel 1990/91 il collegio dei docenti delibera l’avvio della sperimentazione "assistita", proposta dalla Direzione generale della istruzione professionale, conosciuta con il nome di "Progetto 92", che nel 1995/96 diventa nuovo ordinamento degli istituti professionali. Nello stesso anno vengono autorizzati i corsi serali.

Dall'anno scolastico 1991/92  vengono autorizzate la qualifica di  "Operatore dei servizi turistici "  ed il diploma di "Tecnico dei servizi turistici"

Dal 1992/93 al 1994/95 è preside incaricato il prof. Antonio Parise.

Dal 1994/95 al 1996/97 presiede l'istituto il prof. Rosario Drago.

Nel 1996 l’istituto ottiene l’autorizzazione ad avviare una nuova qualifica per "Operatore dei servizi sociali" e un diploma di "Tecnico dei servizi sociali".

Dall'anno scolastico 1997/98 preside dell'Istituto diventa il prof. Davide Danieli.

Le risorse strutturali

L'Istituto Remondini dispone di tre sedi, una in via travettore, le altre in via Sonda e in via Leoncavallo e di:

  • 6 laboratori di computer (4 in sede centrale e 2 in succursale) di cui 4 collegati in rete locale e in internet;

  • 1 laboratori per le attività espressivo-manuali (In succursale BELLAVITIS);

  • 1 laboratorio linguistico (sede centrale);

  • 1 sala video con videoteca (sede centrale);

  • 1 biblioteca in Sede centrale e due piccole biblioteche nelle sedi staccate;

  • 2 attrezzate palestre (1 in sede centrale e 1 in succursale Via Sonda);

  • centro di documentazione didattica;

  • laboratorio di servizio di ricevimento situato nel Front-office;

  • 1 servizio mensa (dal lunedì al venerdì) ed un servizio bar.

La segreteria (in via Travettore) è aperta al pubblico tutti i giorni con i seguenti orari:

  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10.15 alle ore 19.00

  • al sabato dalle ore 10.15 alle ore 13.30.

 

[1](Padova 1634? - Bassano 1711), un mercante padovano, trasferitosi a Bassano, che nel 1657 "prende una casa di muro in tre solari, coperta con coppi, con diverse camere, botteghe..... posta in Bassano sopra la Piazza", che nel 1659 sposa Corona Nosadini, appartenente ad una nota ed agiata famiglia e che, intorno al 1660, fonda una stamperia, creando le premesse di un'azienda di grande successo ed innovativa, che nel giro di qualche decennio diede lavoro ad oltre 250 famiglie bassanesi (Stona di Bassano - pagg. 276 e seg.).


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LE RISORSE PROFESSIONALI E LA LORO ORGANIZZAZIONE

 

 Il piano annuale delle attività collegiali

 Il Piano annuale delle attività è un documento discusso e approvato dal  collegio dei docenti su proposta del preside, elaborato annualmente,  in cui si concretizzano le attività previste dal Piano dell'Offerta Formativa. Il piano può essere modificato su proposta del collegio dei docenti nel corso dell'anno scolastico per far fronte a nuove esigenze.

 

 Il modello organizzativo (organigramma)

L'organigramma che presentiamo vuole essere una rappresentazione visiva e schematica della struttura organizzativa della scuola. Le linee di collegamento indicano rapporti relazionali e comunicative , fermo restando quanto definito dalle norme giuridiche a riguardo; pertanto non vi sono superiorità gerarchiche, escluse le competenze del preside, ma rapporti funzionali. Certamente gli organi più elevati , preside, collegio dei docenti, consiglio di istituto, hanno funzioni di indirizzo e coordinamento  su tutta l'attività dell'istituto.

L'organizzazione didattica

 La scuola è una comunità educante impegnata in compiti di formazione, dell'individuo e del cittadino, e di apprendimento, soprattutto di tipo cognitivo: conoscenze, capacità e competenze. E' quindi fondamentale che l'organizzazione didattica sia finalizzata al massimo sviluppo delle capacità di apprendimento. Pertanto restano centrali le competenze degli organi collegiali, in particolare del collegio dei docenti, per quanto riguarda l'indicazione delle finalità educative generali  dell'istituto, le indicazioni generali relative ai criteri di valutazione degli alunni, secondo quanto delineato dalla norma vigente.

Il dipartimento per materie

 Il dipartimento è un'articolazione del collegio dei docenti ed è formato dai docenti della disciplina e di discipline affini.. Il dipartimento per materie è uno degli strumenti più importanti del confronto e della crescita professionale degli insegnanti. E' principalmente il luogo dello scambio di idee, di proposte, di esperienze didattiche/disciplinari, è il luogo in cui si attiva la ricerca, l'aggiornamento, la sperimentazione.

Nel rispetto della libertà di insegnamento e dell'autonomia culturale degli insegnanti,  e nel rispetto degli obiettivi, dei programmi e dei curricoli  nazionali, generali e specifici, il dipartimento svolge un'azione di programmazione degli obiettivi cognitivi (annuali o pluriennali) delle discipline di insegnamento, in particolare attraverso l'analisi dei nuclei essenziali di ogni disciplina. Il singolo insegnante, poi, individuerà percorsi, metodi, contenuti, strumenti di valutazione in relazione alla programmazione del consiglio di classe, della situazione reale della classe in cui opera e alle proprie autonome scelte culturali.

I compiti del dipartimento possono essere così riassunti:

  • Progettazione di obiettivi comuni  di apprendimento ;

  • Definizione di alcuni criteri comuni di valutazione (numero minimo di prove, definizione del livello di sufficienza);

  • Definizione di elementi comuni delle prove d’esame;

  •  Individuazione di soluzioni possibilmente unitarie  sull'adozione dei libri di testo.

  • Gestione delle risorse materiali e tecniche in modo funzionale alla programmazione di indirizzo e di classe;

  • Definizione  di modalità che minimizzano gli sprechi e massimizzano i risultati nell'uso del materiale;

  •   Valutazione delle opportunità di visite guidate o di stages in aziende e servizi o in istituzioni che hanno attinenza col campo culturale o tecnologico del dipartimento e proposte ai consigli di classe;

  • Informazione sulle opportunità e sulle possibilità di sperimentazione didattica;

  •   Diffusione  tra gli insegnanti delle conoscenze sull'uso appropriato delle apparecchiature, degli strumenti, delle macchine, delle tecnologie, dei processi ai fini didattici e della professione;

  •   Formulazione di proposte per l'aggiornamento dei docenti del dipartimento precisando contenuti, modalità e innovazioni da introdurre;

  • Proposte al consiglio d’istituto relative  all'acquisto di materiale di consumo, di macchine ed attrezzature, lo scarico di quanto è diventato inservibile, le ristrutturazioni che diano un assetto più efficiente dal punto di vista organizzativo e funzionale dei laboratori.

 

Le competenze del responsabile di dipartimento

 Il coordinatore responsabile di dipartimento, nominato dal Preside su indicazione del dipartimento stesso, ha il compito di:

  • convocare il gruppo dei colleghi e rappresentarli presso il Preside:

  • promuovere la ricerca e il confronto sulla didattica disciplinare, gli stili di insegnamento e la valutazione

  •  promuovere e coordinare l'attività dei docenti e dei tecnici secondo le direttive stabilite dal dipartimento e quelle generali decise dal collegio dei docenti;

  • fare da riferimento ai docenti del dipartimento per consigli, aiuti, suggerimenti in caso di difficoltà e ogni qualvolta lo domandino

  •   convocare il dipartimento nel rispetto del monte ore previsto dal piano di attività. 

  • svolgere funzioni di accoglienza e orientamento per gli insegnanti supplenti.

  • curare  la raccolta di materiali didattici da conservare come supporto per l'attività degli anni successivi 

  • mantenere i contatti con i coordinatori di indirizzo e gli altri dipartimenti

 

 Il Consiglio di classe

 La centralità nell'azione educativa collegiale e nel delicato compito della valutazione spetta al Consiglio di classe. Al Consiglio di classe compete l'individuazione di obiettivi disciplinari e pluridisciplinari, ai quali concorrono le diverse discipline con modalità diverse; degli obiettivi comuni, che riguardano soprattutto l'acquisizione di abilità cognitive e di metodo di studio e di rielaborazione personale, di abilità critico-espressive. 

Il Consiglio di classe, inoltre, individua  obiettivi relativi al vivere comune  e regole a cui attenersi (ispirandosi alla carta dei servizi e ai regolamenti) : giustificazioni, controllo assenze, ritardi, numero di verifiche giornaliere, trasparenza della valutazione, ecc.

Al Consiglio di classe competono l'individuazione degli alunni da inviare ai corsi di recupero, la programmazione degli approfondimenti e delle attività extracurricolari a cui partecipa la classe (visite di istruzione, conferenze, ecc.) nonchè l'individuazione dei nuclei pluridisciplinari anche finalizzati alla terza prova e al colloquio dell'Esame di Stato.

Il consiglio degli insegnanti della classe deve essere coordinato da un coordinatore nominato di regola dal Preside.

Il Consiglio di classe si riunisce secondo un calendario proposto all’inizio dell’anno scolastico. Nei consigli di classe di ottobre per le classi prime, sono invitati i genitori a cui vengono illustrate le attività dell’anno scolastico ed una sintesi della programmazione didattica. Nei mesi di dicembre e aprile si svolgono gli incontri triangolari in cui i docenti, gli studenti e i genitori si incontrano, secondo modalità comunicate alle famiglie, per discutere sull’andamento didattico della classe e sulle attività svolte e da proporre. Al termine dell’incontro triangolare di dicembre si consegnano le schede informative sul rendimento degli alunni e si svolgono i colloqui individuali docenti-genitori.  

  

 Le competenze del coordinatore di classe

 I compiti del coordinatore sono così sintetizzabili:

  •   presiedere su delega del preside il consiglio di classe

  • fare in modo che la programmazione sia un fatto il più possibile collegiale e interdisciplinare;

  • facilitare l'inserimento dei docenti più giovani e in particolare i supplenti e dar loro suggerimenti per adeguarsi all'attività programmata;

  • curare le relazioni con le famiglie, cercando negli incontri con i genitori di raccogliere informazioni sul carattere dell'alunno, sull'andamento dei suoi studi precedenti, sulle sue aspirazioni, sulla condizione socio - economica e segnalando tramite la segreteria le situazioni anomale di comportamento, di profitto, di assenze arbitrarie.

  • partecipare alle riunioni dei coordinatori per armonizzare le attività all'interno dell'istituto

  • consigliare il Preside e il Consiglio di Classe prima dei provvedimenti disciplinari;

  •   tenere i rapporti con gli alunni e stimolare la loro partecipazione alla vita della scuola, in particolare attraverso lo strumento dell'assemblea di classe guidando i ragazzi, soprattutto di prima, a condurre e gestire un’assemblea.

  •   cercare di armonizzare fra di loro le esigenze delle tre componenti (docenti, genitori, alunni)

  • rappresentare la classe nei rapporti con gli altri livelli gestionali e con le classi collaterali.

  • firmare i verbali del consiglio di classe.

  •   raccogliere la documentazione necessaria alla rielaborazione del documento del Consiglio di classe della quinta.

  • elaborare i giudizi di ammissione agli esami di qualifica in collaborazione con gli altri docenti

Nel suo lavoro il coordinatore di classe è affiancato da un segretario che redige i verbali, e  si serve del dossier come archivio storico di tutte le informazioni riguardanti la carriera e il rendimento degli alunni delle classi interessate. Il dossier viene tenuto aggiornato dalla segreteria.

La scheda dei debiti formativi viene compilata dal Consiglio di classe in sede di scrutinio.

 

Le competenze del collaboratore vicario

 Coordinamento della didattica:

          Assicura il coordinamento della didattica attraverso una puntuale cooperazione con i responsabili di indirizzo e i coordinatori di classe

          Organizza e promuove le attività dei responsabili di indirizzo  con contatti periodici (progettazione di indirizzo, attività di terza area e di stage, orientamento) 

          Organizza e promuove le attività dei responsabili di dipartimento con contatti periodici (programmazione attività interdisciplinari, moduli didattici, approfondimenti e recuperi, criteri di adozione dei libri di testo)

          Organizza e promuove le attività dei coordinatori di classe, con contatti periodici (specialmente prima dei consigli di classe e degli scrutini) per uniformare il lavoro dei vari consigli (programmazione collegiale e condivisa, costanti rapporti con le famiglie e gli studenti, interventi per armonizzare i rapporti tra insegnanti e fra insegnanti e alunni)

          Garantisce il coordinamento e la pianificazione delle procedure riguardanti scrutini ed esami (criteri per l'attribuzione dei punteggi in sede di scrutinio, di esame e di ammissione all'esame)

 Attività di informazione:

          Assicura costante e tempestiva informazione e a tutte le componenti della scuola sulla didattica e sulle attività dell'istituto

 

Le competenze dei collaboratori del Preside

 Per realizzare un efficace coordinamento tra i diversi indirizzi presenti nel nostro istituto si è ritenuto opportuno affidare ai coordinatori di indirizzo (aziendale, turistico, sociale) incarico di collaboratori del Preside. Per quanto riguarda le specifiche competenze vedi il punto seguente.

Le competenze del coordinatore di indirizzo

 Le responsabilità del coordinatore di indirizzo sono così riassumibili:

  • Piano dell'offerta formativa:

  • Promuove il lavoro interdisciplinare

  • Coordina i docenti dell'indirizzo

  • Orientamento

  • Predispone il materiale da proporre all'esterno per la presentazione dell'indirizzo

  • Ricerca indicazioni dal mercato del lavoro (ricadute in termini di sbocchi lavorativi)

  • Collabora nell'organizzazione di momenti informativi con le famiglie e gli studenti 

  • Partecipa alle riunioni del gruppo di progetto di terza area e stage

 

Le competenze del responsabile di Terza Area

 Il responsabile di terza area si avvale, nell'espletamento delle sue funzioni, della collaborazione di altri docenti membri della Commissione(Tutor delle singole classi).

  • Definisce le figure professionali e il Progetto Formativo

  • Individua e struttura il corso

  • Individua obiettivi e contenuti dei moduli

  • Definisce la tipologia degli interventi

  • Ricerca e seleziona gli esperti

  • Stabilisce il calendario degli interventi formativi

  • Coordina l'attività dei tutor per il controllo in itinere, le visite aziendali, gli stage e gli esami

 

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 LA SPERIMENTAZIONE DELL’AUTONOMIA (vedi il “Piano di attività")

VERIFICA E VALUTAZIONE DEL PIANO

 Per verificare l’efficacia e l’efficienza dell’azione educativa, in termini di soddisfazione dell’utenza, e per apportare le opportune modifiche migliorative, sono previsti dei momenti di auto-valutazione d’istituto, intesa sia come strumento di analisi dei risultati da parte degli operatori scolastici, che di rendiconto ai soggetti esterni. 

Tali fasi di rilevazione e giudizio, previste sia in itinere che nella fase conclusiva dell’anno scolastico, sono realizzate su più livelli dalle diverse componenti scolastiche (docente – consiglio di classe – dipartimento per materia – commissioni di  progetto – comitato di presidenza - collegio dei docenti – consiglio di istituto).

L’istituto, in attesa di un sistema nazionale di valutazione, predispone i seguenti strumenti, che svolgono insieme la funzione di sintesi del lavoro annuale e di autoanalisi in vista di miglioramenti:

          relazione finale del Preside

          relazioni finali delle funzioni obiettivo

          relazioni finali dei responsabili di progetto

          relazioni finali dei singoli docenti.

 

Durata del Piano dell’offerta formativa

Il P.O.F. e un documento agile che può essere rivisto ed aggiornato, ogni qualvolta risulti necessario, con la stessa procedura della compilazione, dagli organi dell’istituto per la parte di loro rispettiva competenza, anche raccogliendo e valutando eventuali sollecitazioni ed indicazioni di tutte le componenti della comunità scolastica.


Il presente PIANO DELL'OFFERTA FORMATIVA è stato approvato dal collegio docenti nella seduta del 23 ottobre 2001.

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