Perchè ricordiamo Capaci
"La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un inizio, una sua evoluzione e avrà anche una fine."
Il 23 maggio 1992 qualcosa è cambiato. Davanti alle immagini raccapriccianti dell'autostrada sventrata, di fronte alle lacrime e al grido di Rosaria Costa, vedova di Vito Schifani ci siamo tutti sentiti interpellati.
La rassegnazione ha lasciato il posto alla rabbia e alla determinazione che la socità civile non poteva chinare il capo davanti alla violenza mafiosa.
Ci sono stati uomini coraggiosi come Giancarlo Caselli, che ha lasciato la sua vita tranquilla per chiudersi nella palazzina della Guardia di Finanza di Palermo, come molti altri uomini e donne delle istituzioni che si sono fatti avanti e hanno compiuto il loro dovere.
E poi ci siamo noi, cittadini e cittadine ordinarie, che abbiamo dato forza alle organizzazioni come LIBERA, fondata da un prete di strada, don Luigi Ciotti, che abbiamo creduto che sia possibile combattere la mafia con scelte di legalità e giustizia, con l'impegno quotidiano a scuola, dove trasmettiamo ai nostri studenti i valori del rispetto, dell'onestà, della non violenza.
La morte di Giovanni, Francesca, Vito, Antonio e Rocco non è stata inutile; come il "chicco di frumento" del Vangelo ha portato molto frutto.
E noi tutti siamo loro riconoscenti.
Francesco Merici
Ultima revisione il 23-05-2026 da FRANCESCO MERICI





